Nuke Gaming Day: Final Fantasy VII.

Ciao ragazzi! Tutto apposto? Siete carichi? Oggi vi propongo un titolo per i giocatori più stagionati 😎

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E booom!
Questo per me (e spero non solo per me) è davvero un tuffo al cuore.

Final Fantasy 7 e le sue pubblicità fine anni novanta.
Nostalgia, ricordi e lacrime…perché quando lo finii, provai la stessa sensazione di smarrimento che prova l’assiduo lettore nel leggere l’ultima pagina di un libro entusiasmante.

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Come i fan più accaniti di Final Fantasy ben sapranno, le “Fantasie” si svolgono sempre sul pianeta di Gaia e per quanto possano avere trame o “epoche” nettamente differenti, presentano sempre alcuni aspetti invariati (I mostri simili tra loro, il nome delle magie, la presenza dei Chocobo, ecc ecc)

In “questa” Gaia, ci troviamo in una realtà distopica con un progresso tecnologico leggermente superiore al nostro a discapito però del benessere del pianeta.

L’energia Mako infatti, una delle principali fonti d’energia utilizzate, altro non è che l’energia vitale di Gaia: Il Lifestream, il cui abuso sta letteralmente prosciugando il globo.

Solo il team di eco-terroristi “Avalanche” può fare qualcosa per fermare la ormai imminente catastrofe.

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Lo stile di gioco, essendo un rpg di stampo classico, riprende le classiche meccaniche che contraddistinguono il genere: esplorazione, oggetti “consumabili”, combattimenti a turni e tanta, tantissima trama.

Solitamente da un Final Fantasy ci si aspetta un ambientazione di stampo più “magico” e medioevaleggiante: Draghi, principesse, magie e cavalieri. Qui invece la Squaresoft ha voluto usare, inserendo un ambientazione futuristica e un tema attuale ancora oggi a vent’anni di distanza come la salvezza e la salvaguardia del pianeta.

Si ci sono le magie e ci sono anche i draghi! Ma appaiono più come un contorno che non intaccano la svolta distopica che hanno deciso di intraprendere in questo capitolo.

Come al solito sono costretto a mordermi la lingua dato che non posso dire di più, vi accenno solo che la trama è semplicemente fan-ta-sti-ca.
I personaggi sono ben caratterizzati, l’intreccio e la sceneggiatura sono studiati alla perfezione (con tematiche anche molto forti, a discapito dei pupazzini che li raffigurano) e i colpi di scena decisamente non mancano. A questo possiamo aggiungere dei fondali deliziosamente realizzati e un mondo vastissimo da esplorare in ogni suo anfratto.

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E ora qualche curiosità!

-Final Fantasy è stato il primo capitolo della saga a utilizzare una grafica in 3D, anche se super deformed l’effetto è apprezzato ancora oggi. Inoltre, ricordiamoci che stiamo parlando del 1997.

-Anche grazie a una grande campagna pubblicitaria, FF7 ha venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo, cosa che lo rende uno dei giochi di ruolo più venduti in assoluto e il titolo più venduto della saga. Per lo stesso motivo è considerato uno dei capisaldi del genere che è riuscito a portare il Gioco di ruolo nel mondo occidentale.

-All’interno del gioco un personaggio molto importante muore, ma per evitarvi spoiler non vi dirò chi è. Il responsabile di questa scelta è Yoshinori Kitase, il direttore del gioco. Durante un intervista ha riferito che nel periodo di sviluppo sua figlia ha perso la vita, ha quindi deciso per la prima volta nella serie, di far perdere la vita anche ad uno dei personaggi principali del gioco. In questo modo vuole spingere le persone a non arrendersi e a non lasciarsi vivere, ad andare avanti e a superare queste disgrazie che, purtroppo, talvolta accadono e fanno parte della vita.

-Uno dei principali antagonisti, Sephirot, è uno dei cattivi più acclamati della storia dei videogiochi.

 

 

Di questo gioco ricordo soprattutto i pomeriggi passati col dizionario d’inglese, dato che all’epoca non era ancora stato localizzato in italiano.

Inizialmente questo gioco mi aveva quasi spaventato: l’ambientazione era iperindustrializzata e molto cupa. Poi andando avanti nel gioco, si attraversano mari, spiagge e foreste provando quasi un senso di sollievo.

Impossibile non affezionarsi ai personaggi e impossibile non farsi coinvolgere dalla trama.
Nel dipanarsi di quest’ultima cresci insieme a loro, impari a conoscerli e ad amare le loro diversità, con pregi e difetti annessi.

Purtroppo, come al solito, sono costretto a mordermi la lingua e a consigliarvi di recuperare questo titolo che ha segnato la storia dei giochi di ruolo e delle trame videoludiche.
Voi, che ancora non lo avete giocato, avete la possibilità di emozionarvi e di farvi colpire con tutta la sua intensità nel giocarlo per la prima volta. E per questo sappiate che io vi invidio.

Detto ciò spero che questa puntata abbia incuriosito chi si affaccia al genere e commosso i nostalgici! Ci vediamo alla prossima!
Ciao ragazzi!

 

Leggere Distopico

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