Recensione: "Verbum" di Niccolò Raoul Vinicio Toderi

Questa mia seconda recensione per Leggere Distopico si è rivelata un’interessante opportunità di comprensione.

Mi spiego meglio. Ho iniziato la lettura di Verbum, romanzo di Niccolò Raoul Vinicio Toderi ignara del progetto Bookabook.

Senonché dopo qualche pagina ho notato che la narrazione presentava alcune particolarità.

Ho interpellato l’autore e gli ho rivolto una serie infinita di domande… Niccolò non si è lasciato intimorire e mi ha illustrato, nei minimi dettagli questa innovativa modalità di pubblicazione.

Un autore propone il suo libro a Bookabook e, se ritenuto idoneo, viene inserito nella piattaforma per essere preordinato. Lo staff fornisce le indicazioni di base ma sta all’autore superare il primo step e allocare una certa quantità di libri preordinati. Se ciò avviene, il romanzo dell’autore giova di un editing professionale fornito dallo Staff di Bookabook.

Compreso il meccanismo si trova la chiave di volta per comprendere e apprezzare Verbum.

TRAMA

La metropoli di Neo Babylon è l’ultimo baluardo dell’esistenza umana in una Terra sconvolta da un’apocalisse obliata.
Da quando i migliori tra gli uomini, gli Esuli, lasciarono il pianeta in cerca di una nuova casa per il genere umano senza fare mai più ritorno, nulla è cambiato. Mille anni dopo l’unica e vera democrazia continua a perseguire i suoi dettami di ordine, unità e stabilità, avvolgendo l’umanità in un perenne presente dal destino segnato.
In questo immobile mondo residuo, tenuto insieme dalla tecnologia e dalle ferree regole che ne scandiscono ogni istante di vita, i membri dell’Ordine dei Custos, uomini e donne capaci di intuire e scorgere l’immediato futuro, percorrono le vie della città cambiando ciò che gli viene mostrato attraverso le loro visioni.

Quando la città inizia a tremare a causa di attacchi terroristici misteriosi e senza precedenti, l’Ordine sarà chiamato a esprimere tutte le sue potenzialità o assistere impotente all’estinzione del genere umano.

RECENSIONE

Il romanzo si avvale di meccanismi già rodati, conosciuti e amati dai lettori, attraverso le avventure dei supereroi, e li colloca in un’ambientazione distopica ben delineata e credibile. Ma Niccolò sfida il lettore, togliendolo subito da questa confort-zone quasi stereotipata, per gettarlo in un dedalo di suggestioni filosofiche. L’audacia sta proprio nell’accostamento e, lungi dall’essere caricaturale, si dimostra un terreno adatto a lettori raffinati e desiderosi di stimoli inconsueti.

È necessario avvertire il lettore rispetto allo stato dell’arte di Verbum ora: necessita di tagli, arricchimenti, sfrondature, precisazioni, cancellazioni, chiarimenti, interventi all’inizio e alla fine.

Proprio per questo esiste l’editing. Per Verbum non dovrà essere solo accurato e rigoroso ma, soprattutto, lungimirante.

Infatti Niccolò ha l’obiettivo di scrivere una saga, desiderio assolutamente legittimo, e mi auguro di tutto cuore che Bookabook sappia supportarlo come merita.

Ricapitolando. Suggerisco la lettura agli aspiranti scrittori, poiché possono assistere alla crescita di questo libro e studiarsi una serie di meccanismi utili per loro stessi.

Ai lettori chiedo di concedere fiducia a Verbum e a Niccolò per un motivo molto semplice: il libro è un blocco di alabastro che conserva al suo interno una pregevole scultura. Niccolò ha scelto questa modalità per svelarvi la sua opera.

Vi invito a sostenere il suo sogno e preordinare il libro qui. Personalmente mi auguro che raggiunga il primo step, così acquisterò il suo libro editato e potrò rileggerlo per apprezzarne la nuova versione.

A presto.

Romina Braggion.

Leggere Distopico

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