Mysterious Writers: Giulia Abbate e Franco e Franco Ricciardiello

Buongiorno carissimi Lettori Distopici ^_^

Oggi vi riporto l’interessante intervista doppia che si è svolta poco tempo fa all’interno del nostro gruppo.

Gli ospiti erano Giulia Abbate e France Ricciardiello, autori del Manuale di scrittura di Fantascienza.

Giulia Abbate, editor e coach di scrittura, è cofondatrice di Studio83, agenzia di servizi letterari di sostegno ad autori e autrici esordienti. Ha pubblicato il romanzo ucronico Nelson (Delos Digital) e racconti apparsi in numerose antologie collettive, raccolti in Lezioni sul Domani e Stelle Umane. Cura per Delos Digital la collana di racconti di fantascienza sociale “Futuro Presente” e collabora con riviste e portali dedicati alla letteratura di genere. Nel 2018 ha vinto due premi Italia, nelle categorie “Miglior articolo” e “Miglior racconto” su riviste amatoriali. Nel 2019 ha pubblicato il romanzo La cospirazione dell’inquisitorie (Fanucci), e curato la raccolta Next-Stream. Visioni di realtà contigue (Kipple).

Franco Ricciardiello comincia a pubblicare fantascienza a vent’anni. Nel 1998 vince il premio Urania per il miglior romanzo di fantascienza italiano con Ai margini del caos (Mondadori), tradotto in Francia da Flammarion. Ha insegnato per quasi vent’anni Scrittura creativa a Biella, Vercelli e Genova, e tiene seminari sulla letteratura a Torino, Napoli, Cosenza e Novara. Ha collaborato all’enciclopedia a dispense Scrivere della Rizzoli con una serie di schede su celebri opere della letteratura mondiale e con il volume dedicato allo “Stile letterario”. Oggi ha all’attivo tre romanzi di fantascienza, due gialli, un thriller e un romanzo contemporaneo, più tre volumi che raccolgono la maggior parte dei suoi racconti apparsi in riviste e antologie in Italia, Francia, Grecia e Argentina. Per Meridiano Zero ha pubblicato L’ombra della luna (2018). Per Odaya ha già pubblicato Storie di Parigi (2017), Storie di Venezia e Storie di Torino (2018).

Se volete approfondire la conoscenza del manuale, qui trovate la mia recensione, ma adesso vi riporto giusto un paio di domande dell’intervista che potete recuperare integralmente qui.

  • Da cosa nasce l’intenzione di scrivere un manuale di scrittura?
  • Nasce da un’esigenza che Franco e io abbiamo scoperto di avere in comune: l’esigenza di leggere fantascienza di qualità, e allo stesso tempo di sollecitare la comunità SF italiana (che spesso patisce una certa emarginazione da lettori&lettrici e anche dall’ambiente editoriale) ad atteggiamenti più rigorosi e professionali.
    Questo sentire si è poi evoluto in una ulteriore meta, che è quella finale del manuale: ovvero quella di “formare” nuove generazioni di autori e autrici alla migliore fantascienza possibile, dando degli strumenti semplici, chiari, esaustivi, per partire avvantaggiati rispetto a ciò che è successo a noi, ad esempio.
    Per questa ragione nel manuale abbiamo incluso una definizione di fantascienza che abbiamo ricavato noi, dopo riflessioni singole durate anni e dopo un confronto bello e complesso. E per la stessa ragione abbiamo inserito quante più citazioni possibili, box di approfondimento su concetti della narratologia, più un metodo di scrittura pratico… abbiamo cercato di creare un “sussidiario” semplice e completo che metta in condizione di lavorare subito e di vivere il tutto nel modo più piacevole possibile.
    Qui Franco racconta un momento intermedio, nel quale stavamo già scrivendo il manuale e abbiamo potuto esprimere proprio le intenzioni, nel corso di una conferenza che abbiamo tenuto insieme al Salone del Libro di Torino, nel 2018.
    https://ricciardielloblog.wordpress.com/…/scrivere…/
  • Come avete lavorato, concretamente (se vi siete rivolti a biblioteche, archivi o altro), alla selezione del materiale? E ora che il libro è stato stampato è rimasto fuori qualcosa che, a mente serena, vi siete pentiti di non aver aggiunto al corpus finale?
  • Se per “materiale” intendi le citazioni e i riferimenti bibliografici, ci siamo basati sulle nostre librerie: nel senso che abbiamo citato passi e titoli basandoci non su un criterio di “compendio totale” ma con quello dell’utilità, ovvero di exempla specifici, la qual cosa ci ha sollevati dall’obbligo di dover “mettere dentro tutto”.
    Quindi abbiamo pescato nella nostra memoria di lettrice&lettore di fantascienza da una vita, e sui nostri scaffali, confrontandoci spesso.
    Devo dire che Franco ha all’attivo molte più letture di me e una cultura fantascientifica immensa, e per me è stata una grande sicurezza poterlo interpellare o direttamente sfruttare.
    Nel mio caso, ho lavorato tantissimo nella mia biblioteca di zona, dato che non possiedo tutti i libri che ho letto. Da questo punto di vista il Sistema Bibliotecario Milano è un patrimonio di sapere e di umanità immensi.

Sono certa che sia le biografie dei nostri due ospiti che le loro risposte vi avranno spinto ad approfondire la loro conoscenza.

Quindi, non mi resta che darvi appuntamento alla prossima 😉

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