Recensione: "Ambrose" di Fabio Carta

Buongiorno a tutti. Questa mia terza recensione per Leggere Distopico riguarda “Ambrose“, l’ultimo romanzo di Fabio Carta, pubblicato nel 2017 da Scatole Parlanti.

TRAMA

“Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, vive in una speciale tuta bellica eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Per esempio ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte.”

RECENSIONE

CA, il protagonista, è uno spazionoide mercenario, assoldato da Starband col pallino della guerra. Il suo corpo e il suo cervello, abitano in pianta stabile un’esotuta da combattimento di tre tonnellate di carbonio, acciaio e nanoceramiche. Sono utilizzati – cervello, corpo, esotuta ed esperienza- da psicopatiche Starband, uomini per metà guerrafondai e per metà soubrette da avanspettacolo. CA, il cui vero nome è Karl, è mortificato nella sua aspirazione: far parte di un nuovo mondo. Infatti, il fallimento di un innesto corticale ha generato metastasi che lo condurranno alla fine, anche se la fine di uno stato può essere l’inizio di un altro.
Questo è il romanzo di Carta in due parole.
Illustro subito cosa non mi è piaciuto, così mi tolgo il pensiero.
Trovo che lo stile aulico, adottato dall’autore, male si accorda con il romanzo che presenta tratti di genere cyberpunk, apocalittico, inner space, military SF e distopico.
Inoltre trovo che alcuni personaggi abbiano la stessa voce ma questa potrebbe essere una scelta stilistica ben precisa, dal momento che i protagonisti sono tre: un uomo spaziale con antenati terrestri, una sua personalità, Ambrose, e Combo, un’IA che controlla la dotazione bellica dell’esotuta. Tutti raggruppati in un’unica scatola cranica (!)
Così, nelle dolenti note, ho introdotto una delle tante genialate di questo libro. Aggiungo che l’ampollosità nei dialoghi e nei flussi di coscienza a tre voci (!) si smorza spesso nell’incomparabile vena ironica della narrazione. Così si alleggerisce, a volte, l’ambientazione cupa e claustrofobica. Immagini leggiadre e oniriche mi accolgono all’inizio e alla fine del testo: simboli, come gli altri negativi, sparsi a profusione. Inoltre numerosi sono i richiami, a pilastri della fantascienza, e mi vengono mostrati con educativa devozione.
Tutto questo è il corollario di un’escalation di azioni e visioni molto comprensibili ma indubbiamente fantasmagoriche, a volte dure, ma allo stesso tempo lievi, nonostante la già citata ambientazione.
Viene quasi da pensare che uno sciamano abbia compiuto un viaggio nel futuro e poi, tornato indietro, si sia incarnato nell’autore, usandolo per scrivere le sue memorie di viaggiatore del tempo e dell’anima.
Suggerisco la lettura e tenete duro se non vi piace lo stile. Sarete gratificati da un finale inconsueto e poetico.
A presto.
Di Romina Braggion.

Leggere Distopico

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