Mysterious Artist: Fabrizio De Fabritiis

Buongiorno appassionati di fumetti e arte per immagini, oggi abbiamo l’occasione di scambiare due chiacchiere con illlll….. FUMETTISTA ESPLOSIVO!!!

Ciao Fabrizio, benvenuto tra noi. Se per te va bene inizierei subito chiedendoti di mostrarti con tre immagini, scegli tu quali e di che anno. Sentiti libero di raccontarti senza parole.

Caspita che sequenza, da Jojo a Zagor! Direi che è inutile perderci in preamboli, si vede molto bene quello che sai fare ma per prima cosa dicci come sei arrivato a disegnare fumetti.

F- Tutto ha avuto inizio durante l’infanzia. Adoravo i cartoni, passavo da Spiderman a Goldrake, non leggevo ancora i fumetti ma sentivo mi avrebbero attirato in futuro e così è stato. Dopo i primi supereroi Marvel in tenera età e i cartoni giapponesi, sono arrivati anche i fumetti come Tex e Zagor. La svolta, però, arrivò tantissimi anni dopo, in seguito alla visione del film di Indiana Jones e l’Ultima Crociata. Nei giorni seguenti, cercai in edicola un qualcosa che poteva darmi le stesse sensazioni di avventura e di fantastico che avevo provato durante la visione del film e finii per conoscere Martin Mystere, archeologo anche lui come Indy! Il passo da Martin agli altri fumetti in generale fu breve e trovai nel fumetto un mezzo comodo e diretto per raccontare e rappresentare in immagini ciò che la mia mente partoriva in continuazione… personaggi, situazioni e mondi fantastici.

Immagino che hai dovuto affrontare molte difficoltà per arrivare a proporre le tue opere, ci sono stati attimi distopici nella tua carriera?

F- Anche troppi. Sono uscito da poco da una forte depressione dovuta a dinamiche sfavorevoli che hanno bloccato (per ben 2 volte) un progetto a cui credo ancora molto e che ho pensato per una linea di giocattoli e cartoni animati. Il progetto si chiamava ArcanaKron (ora si chiama EvoKnights)  e ha per protagonisti dei Cavalieri del futuro che hanno la capacità di evocare creature con cui combattere attraverso un varco spazio-tempo che si apre sul proprio scudo tecnologico chiamato “Kronogate”. I Cavalieri buoni sono gli EvoKron e combattono i nemici Cavalieri rinnegati chiamati “DarKron”. Il progetto lo proposi alla Giochi Preziosi con una bella presentazione dettagliata che arrivò a farne un bel prototipo, ma poi la cosa si bloccò e non se ne fece più nulla. Nel frattempo, sempre per Giochi Preziosi, arrivai in finale al contest come character designer per i nuovi Gormiti che dovevano, nelle prime intenzioni, diventare più slanciati e dinamici, in una parola, “supereroistici”. Arrivai primo nel contest su 120 tra disegnatori e animatori perché a detta di chi seguiva il contest ero stato l’unico a “centrare come un treno il focus del contest”, ma poi anche questo piccolo traguardo, insieme al mio progetto dei Cavalieri Evocatori, sfumò. Da lì in poi non ebbi ulteriori contatti con l’azienda. 4 anni dopo uscirono i nuovi Gormiti, con un’estetica fantasy cavalleresca e con la capacità di evocare e controllare gli eroi con uno scudo energetico per combattere i nemici “Darkan”! Alle volte, le coincidenze sono pazzesche! Nel mentre, sul versante fumetti, la mia idea del supereroe locale legato al territorio veniva presa e copiata da altri fumettisti che se la rivendevano come idea propria. Fu un periodo tosto, ero demotivato, stanco e deluso, ma poi mi sono rimesso in piedi. Cosa ci ha insegnato Rocky? “L’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi, e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti!” Ecco! Tanto ha fatto anche l’aiuto di mia moglie Chiara Mognetti, con cui condivido l’avventura su tanti progetti e che mi ha aiutato molto, sia nei momenti dove il lavoro è tanto che nei momenti bui come quello che ho descritto prima.

Mi spiace, leggere queste cose lascia sempre molta amarezza. Il mondo della creatività dovrebbe essere libero di esprimersi in tutte le sue forme mentre invece è solo una cesta di vimini piena di serpenti. Noi crediamo in quello che ci hai raccontato e vogliamo provare a darti l’opportunità di mostrarci veramente le basi delle tue idee.

Parlaci del tuo progetto “Guardiani Italiani” che ora stai presentando. Cosa ti ha spinto a voler creare un universo supereroistico italiano? Sicuramente hai voluto renderlo unico, cos’ha di tuo e cos’ha di diverso dai cugini americani?

F- Il progetto affonda le sue radici nel lontano 2004 quando creai il supereroe italiano Capitan Novara che viveva le sue avventure con storie a mono-pagina stampate sulle tovagliette dei bar e dei locali del novarese. La cosa creò curiosità, per via dell’originalità di un supereroe “locale” fortemente legato al proprio territorio più l’innovativo metodo di fruizione delle storie, ovvero le tovagliette pubblicitarie per i locali. La cosa si ingrandì tanto da portare la mia agenzia a creare anche altri progetti analoghi e supereroi in altre località. Poi da cosa nasce cosa, le aziende iniziarono a chiamarci per progetti analoghi perché molti iniziarono a capire le potenzialità racchiuse nel fumetto come metodo per promuovere eventi, messaggi o prodotti delle aziende. Nel mentre iniziammo a pubblicare i fumetti di Capitan Novara con metodo più tradizionale, su un magazine a fumetti a lui dedicato e da qui in poi iniziò un’ulteriore espansione dell’universo che avevamo creato… passando dai Defenders of Europe, per Romabot Centurion (che tratta il genere robotico) fino ad arrivare a Guardiani Italiani che stiamo lanciando in questo momento. Cos’ha di diverso dai cugini americani? Non saprei, sono tante le peculiarità che lo rendono unico nel suo genere. Tanti capiranno questa originalità, altri invece no, si soffermeranno al trito e ritrito detto “i supereroi italiani non si possono fare” e si perderanno qualcosa che secondo me è molto bello. Va detto, comunque, che i miti di dei, semidei, superuomini e eroi affondano le radici nella nostra cultura e storia antica di millenni, Le nostre leggende hanno ispirato il genere supereroistico, quindi appartengono più a noi che ai cugini americani. Venendo al progetto in sé ho pensato a ogni singolo Guardiano Italiano andando a prendere dalle leggende, dal folklore e dalle caratteristiche delle nostre città e regioni. Il processo è molto stimolante e chi ci seguirà ne vedrà delle belle e assaporerà anche di più la storia e le leggende, tutto un mondo fantastico e finora mai usato, che appartiene sia al nostro passato che al nostro futuro. L’accoglienza finora è stata positiva, a parte qualche esterofilo per partito preso che ha commentato in maniera negativa il progetto e non vede di buon occhio il supereroistico made in Italy, ma non è il nostro pubblico e ne siamo consapevoli. A noi interessa chi apprezza il fantastico e le storie che ci fanno sognare, indipendentemente dall’autore o dal paese di provenienza di un’opera.

Sbirciando i tuoi lavori si può vedere una grande flessibilità artistica. Tu hai un tratto particolare che riesce a fondere dettagli asiatici a un’impostazione più americana. Ovviamente c’è una grossa base di talento, molto lavoro e la voglia di non sederti sui tuoi successi. Ma tolto questo cosa ti ha reso capace di disegnare in questo modo?

F- Non sei il primo che nota queste influenze, grazie! Pensa che le ha notate anche Masami Suda (che per la cronaca è il character designer della serie storica animata di Ken il Guerriero) quando mi ha fatto i complimenti in un’intervista per il sito italiano di 199X di Ken il Guerriero. Personalmente credo che molto del mio stile risieda anche nel fumetto italiano e lo si vedrà nello Zagor che sto disegnando. Per rispondere alla domanda su cosa mi ha reso capace di disegnare, beh, c’è tanto lavoro e giorni e notti passate a disegnare quando invece avrei potuto godermela di più. In compenso, ho visitato mondi lontani, oltre la sfera dello spazio e del tempo, viaggiando con la fantasia dove nessuno è mai arrivato. Quindi mi consolo del tempo che ho speso e che spenderò a studiare o a applicarmi per disegnare bene le tavole… come in questo momento, ad esempio,  in cui ho appena realizzato di essermi giocato un’altra primavera della mia vita chiuso nello studio a disegnare. XD!

Hai avuto qualcuno a cui ti ispiravi o hai trovato subito il tuo stile?

F- Domanda a cui rispondo velocemente… tanti mi hanno influenzato e nessuno in particolare. Ogni autore che ho guardato l’ho copiato per poi farlo subito mio attraverso una mia personale visione. Questo lo dico perché nel mio stile non ci rivedo nessuno se non me. No, su un certo segno ho dovuto lavorarci parecchio… e in verità ci sto ancora lavorando. Il bello, però, non è il fine, ma appunto il viaggio. Finché si sperimenta la propria arte ne beneficia.

Tornando alla distopia (la Boss mi picchia se non la cito almeno due volte), è stato difficile seguire la strada che hai scelto?

F- Si. Da giovane tutti contro… il mondo intero. Pare che negli anni passati dire “voglio fare il fumettista” era come tirarsi addosso l’attenzione della Santa Inquisizione. Venivo preso per c0gl10ne (si può dire? Beh, ormai l’ho detto) solo perché leggevo fumetti, pensa quando dicevo che mi sarebbe piaciuto farli. Ora invece quelle stesse persone che magari in passato mi prendevano in giro si fanno belle dicendo “io l’ho conosciuto tanti anni fa” come se quasi fosse merito loro se ora faccio fumetto, arte ecc…

Capisco benissimo la sensazione, l’abbiamo provata in tanti. Almeno non ti sei arreso e hai continuato fino ad arrivare dove sei oggi. Di sicuro una delle tue qualità è la determinazione, vuoi dircene altre? E ovviante, visto che siamo distopicomaniaci (Boss sono arrivato a tre!!!) vogliamo anche sapere i tuoi difetti.

F- La passione per il lavoro, la mia curiosità per le cose e l’amore per l’avventura… di contro, il contrario della passione quando diventa ossessione e… no, non credo di avere altri difetti! XD!

Certo certo… AHAHAHA. Hai ancora dei sogni nel cassetto?

F- Il primo è realizzare una linea di giocattoli… ci sto lavorando. Gli altri sogni sono impossibili… vivere per sempre e acquisire il superpotere di conoscere e controllare ogni cosa.

Sei un fenomeno! Proviamo a vedere se riesci a essere serio mentre ci parli dei tuoi progetti futuri, ovviamente se non sono coperti da segreto 😉

F- Ma va, parlare delle cose che faccio mi piace! Allora, diciamo che se il mio cuore regge nei prossimo periodo vedremo questi miei progetti:

Guardiani Italiani; il volume finale di Romabot Centurion; il proseguo di Defenders of Europe e Capitan Nova; il fumetto (almeno quello) del progetto Evoknights per i giocattoli; il fumetto, per la costola sviluppatasi dal progetto EvoKnights, intitolato “MitiKron” anche questo per una linea di giocattoli; Wooden Boy – Code Name Pinocchio (il progetto a fumetti per il distopico Pinocchio supereroistico); infine il manga Dragon Nova rivisitazione di Capitan Nova che è disegnato per metà da un vero mangaka giapponese… la sua metà l’ha già finita, io la mia ancora no. Ah, poi c’è un altro progetto non mio che sto disegnando (con gli zombie) e anche in teoria un secondo episodio di Dragonero Adventures e uno per Zagor i Racconti di Darkwood. E poi le commission… okay, solo a scrivere mi sta cedendo il cuore!

E siamo a 4 distopico in una pagina, se la Boss non mi da un aumento oggi non me lo da più 😉

Tornando seri, Fabrizio sei contagioso, ti va di dirci perché hai scelto le tre immagini con cui ti sei presentato?

F- La prima perché rappresenta un po’ il mio stile per rappresentare i character giapponesi… uno stile che credo rispetti il tratto originale ma che si arricchisce anche  di un realismo che mi viene dallo studio del fumetto americano e italiano… e poi mi piaceva il personaggio. La seconda viene da Dragonero Adventures e rappresenta il mio stile per i fumetti per ragazzi. Il terzo, più realistico, è lo studio del personaggio di Zagor per l’avventura che sto disegnando proprio in questo periodo.

Grazie Fabrizio anzi, grazie Fumettista Esplosivo! Aspetto con ansia di poter leggere (e recensire) le tue opere. Vuoi lasciarci i tuoi contatti in modo da poterti seguire e scoprire tutto quello che combini nelle notti creative?

F- Grazie a voi!! Se volete Potete seguirmi su:

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