Recensione: “Iron Flowers. Regina di cenere” di Tracy Banghart

Buongiorno Distopici!

Oggi esce il secondo (e ultimo) volume della serie Iron Flowers di Tracy Banghart, e noi lo abbiamo letto in anteprima per voi 😉

TRAMA:

Se c’è una cosa che Nomi ha imparato durante il suo inaspettato anno a corte come Grazia è che non bisogna arrendersi mai. Nemmeno quando tutto sembra perduto. Nemmeno quando Malachi, l’uomo che ama più di se stessa e legittimo erede al trono, viene spodestato dal fratello minore e bandito dal regno. Armata di coraggio, Nomi conduce Malachi nell’impenetrabile prigione di Monte Rovina. È convinta che l’unica persona al mondo che possa aiutarli sia sua sorella, Serina. Ma quando Malachi e Nomi arrivano alla prigione, non trovano ad aspettarli le donne vinte e ferite che hanno sempre immaginato. Perché le prigioniere di Monte Rovina si sono ribellate: alle loro ingiuste condanne, al loro ingiusto destino di donne. E Serina, la dolce, remissiva Serina, è il capo della rivolta. Il dolore, la violenza e la sofferenza hanno cambiato sia Nomi sia Serina, eppure le sorelle sono pronte a combattere fianco a fianco. Per liberarsi dell’usurpatore e per ristabilire la giustizia – e l’uguaglianza – in tutto il regno.

RECENSIONE:

Io sono molto allergica agli spoiler, quindi cercherò di introdurre la mia recensione senza rivelare troppo, soprattutto per chi non ha letto il primo e vuole comunque leggere questo articolo.

Avevamo lasciato le nostre protagoniste in una situazione abbastanza spinosa, per non dire altro, ma devo dire che questo secondo e ultimo romanzo della serie ha lenito ogni ferita (non prima di averne causate altre ovviamente).

Fra le due protagoniste quella che ho amato maggiormente è stata Serina, la sorella maggiore. Infatti è lei quella che ha avuto l’evoluzione più significativa all’interno della storia.

Un romanzo che è stato paragonato alla serie di Victoria Aveyard (Regina Rossa) per alcune similitudini nella trama. Be’, a mio avviso alcuni punti in comune ci sono, ma qui non ci sono effetti speciali e poteri ultraterreni, no. Qui ci sono persone reali con un solo asso nella manica: la forza di volontà.

Donne guerriere, armate di determinazione e speranza.

Mi è piaciuto. Scritto bene e con una trama molto articolata e ricca. Unico neo… ho trovato i personaggi maschili un po’ troppo “deboli” rispetto alle donne. Capisco che il ruolo delle donne fosse fondamentale, ma almeno per alcuni uomini della storia avrei voluto vedere un po’ più di attributi. A mio gusto personale sono rimasti troppo in ombra.

Ultimo appunto… nota dolente.

La cover del primo romanzo mi era piaciuta, ma questa… proprio no!

Nemmeno quelle della versione inglese mi piacciono. Invece la versione tedesca direi che spacca  Voi che dite?

Qui trovate la nostra recensione al primo volume 😉

Leggere Distopico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto