Recensione: Obsolescenza Programmata

Buongiorno carissimi amanti del distopico, oggi vi ruberò qualche minuto per parlavi di una raccolta di racconti made in Germany.

TRAMA

La tecnologia cambia e nel farlo cambia le nostre vite e noi stessi. Eppure attraverso il fenomeno dell’obsolescenza programmata si pianifica e scandisce l’aggiornamento e la sostituzione di qualunque dispositivo di uso quotidiano. E se questo processo non fosse rivolto solo agli oggetti ma anche agli esseri umani? E se l’adeguamento non si limitasse alle cose ma si estendesse anche alle persone che ne fanno un uso sempre crescente? Se gli oggetti invecchiano precocemente, che dire di coloro che li usano? E se decidessimo di resistere all’obsolescenza programmata, che cosa perderemmo e che cosa guadagneremmo da un comportamento ritenuto contrario allo scorrere naturale del progresso tecnologico? I racconti contenuti in questa prima antologia di fantascienza contemporanea tedesca, scritti da una selezione dei migliori autori e autrici del genere, indagando i costi e i benefici della nostra dipendenza dalle tecnologie.

RECENSIONE

Come vi ho già detto in altre occasioni non sono un appassionato di racconti, fatico a calarmi nelle storie e non riesco a farmi coinvolgere da una narrazione mordi e fuggi. Dall’alto di questo mio limite ho tergiversato un po’ prima di leggerla ma alla fine ho dovuto cedere alla necessità di fare il mio dovere, anche grazie al supporto della Boss che ha minacciato di picchiarmi Guerra e pace sull’unghia del mignolino se non le davo la recensione.

Obsolescenza Programmata è innanzitutto una voce fuori dal solito coro anglofono, è la dimostrazione che la scelta di Future Fiction di cercare nuove strade narrative può dare ottimi risultati.

Attraverso una narrazione intimista e vagamente sconfortante i racconti si interrogano sull’impatto della tecnologia e su come essa può scandire il futuro. La visone proposta dagli autori selezionati è focalizzata sul degrado umano e sulla sua conseguente necessità di potersi riappropriare di una vita che hanno dimenticato nel corso dei secoli.

Vorrei dirvi di più ma è molto difficile raccontare qualcosa senza fare spoiler, i racconti si leggono velocemente e anche il più piccolo dettaglio potrebbe rovinarvi il piacere di leggerli. Posso dirvi che per gusto personale ho apprezzato il primo racconto per l’ambientazione e la cura con cui l’autore ha ricreato un futuro dove il riciclaggio chimico è alla base dello sviluppo.

Il resto dovrete scoprirlo da soli e sono certo che il testo che da il nome all’opera non vi lascerà indifferenti.

Cosa dire d’altro? Che vorrei un romanzo intero, un bel fantascientifico tedesco che mi trasporti lontano da quello che ho letto fino a oggi.

A presto.

Delos

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