Recensione: " I camminatori" di Francesco Verso

Buongiorno mie cari lettori distopici, è con molto piacere che oggi vi parlo di due romanzi molti interessanti scritti dal mitico Francesco Verso.

TRAMA

Alan perde l’uso delle gambe in un incidente sul lavoro; a Nicolas restano pochi mesi di vita se non dimagrisce subito; invece Silvia deve salvare dallo sgombero forzato la comunità dei Pulldogs che ha occupato abusivamente il futuribile viadotto Garbatella-Testaccio a Roma. La soluzione, seppure temporanea e incerta, è la fuga: dal sistema del lavoro precario, dall’industria alimentare globale, dalla sedentarietà urbana. Questa è la storia di un gruppo di ribelli, i Pulldogs, al crepuscolo della civiltà occidentale; ma è anche la storia di una mutazione antropologica causata dalla diffusione dei naniti (microscopici motori capaci di assemblare molecole e comporre materia) e dal declino della nutrizione umana, che avrà come conseguenza la nascita di una cultura nuova, anche se per certi versi antica: una società nomade, solare, creativa.

RECENSIONE

Di buona norma avrei dovuto scrivere due recensioni distinte, anche solo per fare due articoli e creare più visibilità al sito, ma ho deciso di sfidare le ire della Boss perché credo sia più giusto presentarvi l’opera nella sua interezza.

I Camminatori è un’unica epopea che racconta l’evoluzione di una gruppo di esseri umani, la loro lotta per affrancarsi da una società che non li rispecchia e la loro conquista della libertà.

Roma, domani o forse dopodomani, fa da sfondo alla prima parte della storia. Una città non molto diversa dal quella che conosciamo, con gli stessi quartieri e gli stessi problemi di oggi, ma appesantita da una maggiore disumanizzazione. La tecnologia si è evoluta e le persone ne sono diventate dipendenti al punto di rendere la parola consumismo un eufemismo. Tramite un sistema di stampanti 3D avanzato, disponibile in ogni angolo della città, le persone possono acquistare ciò che vogliono facendoselo produrre in tempo reale. Le macchine hanno sostituito tutto e anche il mero piacere di comprare qualcosa è diventato un gesto meccanico.

All’interno di questa società deviata dall’anonimato culturale tre persone percorrono strade diverse per arrivare alla stessa meta. Tre storie principali che raccontano la necessità degli esseri umani di liberarsi dalle loro catene, di superare i limiti che stanno per schiacciarli per trovare una libertà che il mondo non vuole accettare.

La saga è un fantascientifico sociale a tutti gli effetti, in cui la distopia è rappresentata dalla piega evoluzionistica che ha trasformato le città in ammassi di persone senza più ambizioni non stampabili. Il mondo è al collasso sociale ma cambiarlo è un’utopia. E allora cosa fare?

Bisogna che siano le persone a cambiare. Devono modificare il loro modo di vivere e soprattutto di essere esseri umani. Devono evolversi per non perdere ciò che sono.

E’ questa l’idea alla base della storia, il lungo cammino che porterà Alan, Nicolas, Silvia e tutti i Pulldogs a creare un movimento rivoluzionario che metterà in discussione tutto quello in cui il resto del mondo crede.

Francesco Verso è un autore intelligente e non è caduto in clichè o brutture tipiche di chi vuole far passare un messaggio. Il ciclo dei Camminatori va letto con attenzione, non ha sempre la cadenza veloce tipica delle storie d’intrattenimento, ma non pecca dell’arroganza di voler insegnare qualcosa al lettore.

Se vi piace l’idea di scoprire come ci si può liberare dalle catene vi consiglio di leggere I Camminatori. Alla fine scoprirete che la vera rivoluzione non si fa con le armi ma con i piedi.

Grazie per il tempo che mi avete concesso nel raccontarvi questi romanzi, vi aspetto alla prossima recensione.

Delos

Leggere Distopico

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