Recensione: “The Warehouse” di Rob Hart

Buongiorno Distopici, oggi torno a parlarvi di “The Warehouse” un romanzo che è stato protagonista di alcuni nostri articoli. Infatti grazie alla collaborazione con DeA Planeta avevamo messo in palio 4 Pass per l’anteprima esclusiva che si è tenuta a Milano il giorno prima dell’uscita ufficiale.

Se vi siete persi questa chicca, qui potrete leggere il resoconto di questo incontro di fuoco 😉

TRAMA:

C’era un tempo in cui guadagnarsi da vivere e metter radici da qualche parte non era poi tanto difficile. Una casa, un lavoro, una famiglia erano obiettivi alla portata di molti, se non di tutti. Ma quell’epoca, ormai, è solo un ricordo, così distante da sembrare a tratti irreale. Perché oggi è tutto diverso. Oggi c’è Cloud: la megacorporation leader nella distribuzione di prodotti di ogni genere – dai libri agli apriscatole – che in due decenni di politiche aggressive ha letteralmente divorato il mercato globale. Per chi, come Paxton, ha mancato d’un soffio il sogno di mettersi in proprio e si ritrova scornato e al verde, Cloud non è l’ultima spiaggia, quanto l’unica spiaggia: l’occasione di rimettersi in piedi e ripartire da zero, cogliendo al volo l’opportunità di traslocare in una delle tante avveniristiche cittadelle in cui gli impiegati del colosso dell’e-commerce abitano e lavorano in perfetta armonia. Anche Zinnia, ex professoressa, è fresca di assunzione. Ma dietro la facciata di impiegata solerte, nasconde intenzioni pericolose. Perché Zinnia è una spia per conto di misteriosi mandanti, incaricata di colpire Cloud dritto al cuore, eliminandone il fondatore, il vecchio, venerabile Mr Gibson. Quando i destini di Paxton e Zinnia si scoprono indissolubilmente legati forse è già troppo tardi. Troppo tardi per chiudere gli occhi sulla realtà di un mondo caduto ostaggio dell’avidità e del cinismo di pochi. Troppo tardi per tirarsi indietro. Troppo tardi per continuare a fingere che la partita sia persa in partenza.

RECENSIONE:

Come avrete intuito dalla trama, il tema trattato è molto attuale. Subito verrebbe da pensare ad Amazon, anche se chiacchierando con l’autore è emerso che a ispirarlo è stata la realtà statunitense del Walmart.

La storia è ambientata in un mondo in cui tutto gira intorno e grazie a Cloud, una multinazionale che ha inglobato quasi tutte le realtà commerciali esistenti. Le persone vivono e lavoro nelle Mothercloud, delle vere e proprie città in cui si trova tutto ciò che potrebbe servire e anche di più. Anche se poi leggendo, vi renderete conto che l’unica cosa di cui si avrebbe bisogno… li non c’è.

Una storia molto attuale, come dicevo, con dei protagonisti diversi dai soliti eroi dei romanzi, perché portatori di quell’umanità intrisa di difetti, insicurezze, corruzione, egoismo, orgoglio. Insomma… persone normalissime.

Ma sapranno fare la cosa giusta queste persone normali?

Una nota di merito va data anche a colui che rappresenta il cattivo di turno. Un personaggio che è stato sviluppato conferendogli la giusta complessità.

Può essere considerato cattivo qualcuno che compie qualcosa di sbagliato per fare del bene? Quanto è sottile il confine su cui costui può camminare senza cadere dalla parte sbagliata?

Non aggiungerò altro, per non privarvi del piacere della lettura, ma vi consiglio vivamente di leggere questo libro e di riflettere sulla storia che racconta.

Prima di lasciarvi però vi lascio un estratto, che spero vi faccia riflettere.

“Voglio dirti una cosa a proposito di Cloud. Cloud è il frutto delle nostre scelte. Siamo stati noi a consegnarle il predominio. Quando ha deciso di rilevare i supermercati, glielo abbiamo lasciato fare. Quando ha deciso di comprare le aziende agricole, non abbiamo mosso un dito. Quando ha deciso di accaparrarsi gli organi di informazione e le aziende di telecomunicazione, ci siamo girati dall’altra parte.”

Leggere Distopico

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