Dietro l’angolo: “La parabola del Seminatore” di Octavia Butler

Buongiorno a tutti. Oggi vi propongo un libro che è una Distopia. Parrebbe strano inserirlo proprio in questa rubrica ma ritengo opportuno fare conoscere l’autrice e la sua opera, appartenenti allo scorso secolo (quindi temporalmente dietro l’angolo), per un dovere di cronaca e di memoria storica. La signora Butler è l’iniziatrice dell’afrofuturismo, corrente culturale degli anni ’70, e ha solcato la scena SF con opere immense. La versione cartacea in mio possesso è edita da Fanucci.

La parabola del seminatore” è un romanzo della scrittrice afroamericana Octavia Butler, (citata in questa discussione nel gruppo) candidata al Premio Nebula con esso, anche se sarà con “La Parabola dei Talenti”, sequel della Parabola del Seminatore, che lo vincerà nel 2000.
Trama
L’ambientazione è in un futuro distopico in cui la società civile è al collasso a causa della scarsità di risorse e della povertà dilagante.
La protagonista è una giovane donna di nome Lauren Olamina che possiede il dono dell’iperempatia, cioè la capacità di percepire fisicamente il dolore altrui. Durante l’adolescenza passata in un quartiere fortificato costantemente assediato da sbandati armati, la ragazza sviluppa un sistema filosofico-religioso denominato “Il seme della terra” in cui individua una nuova strada per il cambiamento e la possibilità di sottrarre l’umanità al fanatismo distruttivo. Quando la sicurezza della comunità in cui vive viene compromessa e la sua casa è distrutta, Lauren decide di intraprendere un duro viaggio verso il Nord assieme ad alcuni superstiti per cercare di avviare una comunità dove la sua religione, “Il seme della terra”, possa fiorire e crescere.

Recensione
Il lessico è familiare, semplice, diretto, senza alcuna velleità di voler strabiliare. Il primo capitolo scorre in un’introspezione onirica che mi lascia un po’ interdetta rispetto all’introduzione in seconda di copertina. Inizio il secondo capitolo e alla terza pagina, con una noncuranza disarmante, la Butler mi scaraventa dentro una distopia potente. Rimango sconvolta ma la signora non mi molla più sino all’ultima parola, tranquillamente però, sferrando mazzate narrative come se porgesse mazzolini di fiori di campo. La forza di questo libro risiede nell’assoluto realismo della trama. Nell’incredibile ambientazione di fuoco, e polvere, e vita imputridita che sfila con naturalezza tra le pagine. Ma c’è anche la voglia, la volontà di cambiare in meglio che travalica il male tutto intorno. A brandelli pare prevalere la speranza, in quest’opera così realistica da risultare una profezia della quale stiamo vedendo le prime avvisaglie. Un libro che deve essere presente nella biblioteca formativa di ogni aspirante scrittrice.

Per un appassionato di Distopia leggere questa autrice e i due libri del Ciclo delle Parabole è una necessità ideologica. Diventa anche un vincolo imprescindibile per la conoscenza completa di una serie che verrà trasmessa da Amazon Prime Video.
Infatti, nell’aprile 2019, è stata annunciata la notizia che Nnedi Okorafor ha scritto la sceneggiatura di un adattamento di Wild Seed (Seme selvaggio, appartenente al Ciclo dei Patternisti) di Octavia Butler con il regista Wanuri Kahiu. La serie sarà prodotta da Viola Davis.

Octavia Estelle Butlere

Cosa aggiungere ancora? Consiglio la lettura!

A presto.
Romina Braggion

Leggere Distopico

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