Nuke Gaming Day: DOOM

Hay-ho ragazzi! Oggi prima di iniziare vi interrogo, quindi vi voglio preparati altrimenti vi bacchetto le manine come si faceva una volta!

Stiamo parlando di un titolo che ha segnato indissolubilmente il mondo videoludico, quindi non ammetto errori u.u
Da dove viene questa schermata?

L’avete indovinato? Ma certo che lo avete indovinato u.u Sto parlando dell’ormai celeberrimo DOOM, il gioco che insieme a Wolfenstein ha praticamente fondato il genere dell’FPS ossia del First Person Shooter, gli Sparatutto in prima persona.

e sapete anche cosa? Nel 2016 è uscita una versione completamente in full HD, non adatta ai deboli di cuore u.u

Commenti a caldo?

Per andare a vedere le origini di DOOM dobbiamo tornare indietro fino al 1993, quando il pc montavano i DOS e più avanti il celeberrimo Windows 95.

Come avete intuito dal video che ho pubblicato la serie si caratterizza per un ambiente claustrofobico ed opprimente, unita ad un atmosfera cupa e a tanto, tanto, taaaaaaanto sangue.

Uscito quando il pc montava ancora i Floppy Disc, la versione shareware fu così tanto scaricata da portare i server al crash, nei primi cinque mesi si contavano oltre 1.5 milioni di download.

La trama? Semplicissima! D’altronde come sostiene il suo creatore, John carmack: “La trama in un videogioco è come la trama di un film porno: ti aspetti che ci sia ma alla fine non è così importante”

Come abbiamo visto è un ragionamento piuttosto discutibile, anche se adatto al contesto storico nella quale è stata pensata e…almeno per un gioco come DOOM dobbiamo riconoscere che…funziona!

Voi non siete altro che uno space marine della quale non si sa nulla (spesso infatti viene nominato “Doomguy”, il tizio di Doom) inviato su marte in quanto vi siete rifiutati di sparare su dei civili, nonostante fosse un ordine impartito da un superiore.

Vi aspetta quindi il gradevolissimo compito di andare su marte per scoprire cosa sta succedendo…inutile dire che vi ritrovate all’interno di alcune basi marziane colonizzate dagli umani, dove le ricerche e gli esperimenti hanno avuto il simpatico effetto collaterale di APRIRE DEI PORTALI IN DIRETTO CONTATTO CON GLI INFERI.
E quindi…vi ritrovate lì, completamente soli, a sopravvivere con le unghie e con i denti.

Cosa è quindi DOOM? In una parola è TRASH

Nelle varie saghe di DOOM c’è stato solo un piccolo neo che non ha avuto molto successo: il 3, perché? Perché hanno cercato di dargli una trama, ancor peggio hanno cercato di dargli una sfumatura Horror.

Non si parla di essere buoni o cattivi, non si parla di seguire una trama, di capire cosa è successo: non ci sono nemmeno missioni, principali o secondarie…non c’è niente.

C’è solo machismo, sangue, fucili grossi e demoni che vi vogliono morto.

QUINDI NON DOVETE PENSARE A NIENTE! SPARATE A TUTTO CIO’ CHE SI MUOVA! PRENDETE IL CALCIO DEL VOSTRO FUCILE E SCHIANTATELO SULLA FACCIA DI QUEL FOTTUTO MOSTRO FINCHE’ NON SMETTE DI MUOVERSI

SVUOTATE I CARICATORI, URLATE, SBRINDELLATE QUALSIASI COSA RESPIRI

QUESTO è DOOM!!!

Ora che siamo ormai giunti alla fine, vi invito ovviamente a giocare al titolo…ma voglio cogliere l’occasione offerta da questo titolo particolarmente violento e splatter per porvi un quesito:

Ma i videogiochi violenti, rendono veramente violente le persone?

Questo è un tema piuttosto caldo negli ultimi anni, soprattutto quando si assiste alle sparatorie nelle scuole americane, per esempio…tra le prime cause che vengono citate vi sono sempre i “videogiochi violenti”.

Qui di seguito posso lasciarvi il mio parere, pareré che ahime…forse troverete fazioso, d’altronde è un videogiocatore incallito a parlare.

Il mio ragionamento si fonda su due punti ben definiti:
1)Target
2)Legge al riguardo.

1) Ogni cosa ha il suo target: ogni prodotto è rivolto ad una categoria specifica di consumatori. Una chiave inglese non può essere concepita per essere impugnata da un neonato di 6 mesi e una tavola interattiva della Clementoni difficilmente sarà adatta per intrattenere un ragazzo di ventisette anni e questo vale per film, libri, programmi televisivi e chi più ne ha più ne metta. Non siamo degli esseri umani così influenzabili, esistono mafiosi che si fanno intenerire da commedie romantiche e poliziotti che possono apprezzare la condotta criminale di un gangster in un telefilm: ciò che ci piace non definisce necessariamente ciò che siamo.

A parer mio è importante essere semplicemente educati ad utilizzare i mass media come pc, console, televisori e via dicendo in modo da fruirne in maniera CRITICA E CONSAPEVOLE, senza subirli passivamente e senza lasciare che intacchino il nostro essere…e se si parla di bambini, tocca ai genitori stessi osservare il loro avvicinarsi a questa passione, informandosi sui giochi più adatti a loro. Tornando al discorso di prima non farei mai giocare mio figlio di 12 anni a DOOM, ma magari gli darei in mano Crash Bandicoot o Spyro the Dragon.
Il videogioco spaventa solo perché possiede una componente che i film e i libri non hanno: l’interazione, che aumenta in maniera esponenziale il coinvolgimento con esso.

2) La legge: se una persona è completamente profana al mondo dei videogiochi, come fa a individuare qual’è il titolo più adatto per sé o, per esempio, per suo figlio? La legge italiana sulla PEGI prevede che tutti i videogiochi presentino una classificazione in base all’età e che avvisi della presenza di contenuti particolarmente sensibili, come paura, razzismo, violenza, argomenti a sfondo sessuale ecc ecc.

Il problema è che la PEGI NON PROIBISCE LA VENDITA SE NON SI RISPETTANO CERTI REQUISITI, se un ragazzino di quattordici anni vuole acquistare un titolo riservato ai 18+ anni IL NEGOZIANTE NON PUO’ RIFIUTARSI DI VENDERGLIELO in quanto è considerato un semplice “orientamento all’acquisto” e non una vera e propria legge come può essere ,ad esempio, con le sigarette o gli alcolici.

Per difendersi da questi problemi, purtroppo occorre fare solo una cosa: informarsi presso altre persone competenti, almeno fino a quando non arriverà una legislatura un pò più severa.

Detto questo perdonatemi per il papiro e….ci vediamo al nostro prossimo Nuke Gaming Day!

E ricordate: date sfogo alle vostre passioni, qualsiasi esse siano! Ma fatelo responsabilmente, nel rispetto altrui e, soprattutto, di voi stessi.

Davide Borrielli

Leggere Distopico

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