Recensione: Backup Digitalife – Fase 1 di Manuel Civitillo

Trama: Un personaggio anonimo si ritrova a prendere un’importante decisione che coinvolgerà tutta la società. Per analizzare la situazione e far luce su alcuni gravi accadimenti, raccoglie in un backup i file riguardanti post di social, chat, mail, articoli e documenti scambiati su internet di coloro che hanno avuto un ruolo importante in questa storia: un regista televisivo, un programmatore di social network e un hacker complottista. I file ci racconteranno la storia dai loro punti di vista. “Una persona che vuole la sua privacy, che condivide solo i suoi pensieri, che usa i social solo quando gli serve… è davvero così anomala per la società da risultare sospettabile di reato?”

Recensione:

Ci troviamo nell’Italia del 2034 il protagonista del libro, nell’introduzione, ci avverte che dietro alla sua scelta – scopriremo più avanti di cosa si tratta – c’è una motivazione specifica e per avvalorare la sua tesi “allega” il backup degli antefatti che lo hanno portato a tale decisione.
Altri personaggi avranno un ruolo chiave nella vicenda e queste “testimonianze” serviranno proprio a chiarire determinati punti oscuri.
Da quando gli sviluppatori della Glyphex hanno pubblicizzato l’avvento di un super computer con la capacità di autocorreggersi e svolgere compiti più affini a quelli umani, inizia a circolare una “carta dei diritti” – la cosiddetta Carta di Pasadena – che contempla una sorta di umanizzazione delle intelligenze artificiali riconoscendo loro delle prerogative che hanno il fine ultimo di istituire un clima di coesione tra uomo e “macchine” pensanti.
Da un lato avremo chi accoglierà la notizia con entusiasmo e grandi aspettative, ma ci sarà anche chi cercherà con ogni mezzo di screditare e boicottare tale ascesa, muovendosi nell’ombra per mettere i bastoni tra le ruote alle società multinazionali.
Vi garantisco che chi ama di quelle dinamiche “simil-complottiste” avrà pane per i suoi denti.

Ci sarà presto un supercomputer che comanderà tutti gli altri?


Stringato quanto nello stile, che non presenta perifrasi in eccesso, tanto per l’introspezione dei personaggi che è minimale, questo libro lancia profetiche immagini di un futuro “inquinato” da una popolazione che comincia ad assuefarsi alla tecnologia evidenziando, ma con discrezione, i disagi e le dannosità annesse prima fra tutte l’isolamento volontario.
L’autore porta avanti una sorta di “gioco delle parti” servendosi di una intelaiatura fatta degli stereotipi del genere, infatti, quella che vi troverete davanti non sarà una distopia autentica, bensì un romanzo con contaminazioni legate anche allo sci-fi e alla fantascienza.
La componente inedita del libro è data dalla sua struttura insolita, da intuirsi già a partire dal titolo, quello che ci apprestiamo a leggere è un backup e ne ha tutte le fattezze; i capitoli sono suddivisi in “files” e disseminati tra le pagine troviamo anche dei QR CODE che rimandano a dei contenuti multimediali, dandoci l’impressione di trovarci davanti ad un vero e proprio cloud di informazioni e conferendogli un taglio da romanzo epistolare – passatemi il termine – 2.0 ma possiamo anche attribuirgli l’accezione di romanzo “interattivo”. Se questa caratteristica da un lato colpisce per originalità, dall’altro rende un po’ faticoso seguire il filo della narrazione tanto da darmi l’impressione di trovarmi davanti a una bozza articolata in maniera traballante e leggermente “confusionaria”, mi rendo conto che il pregio di questo espediente è quello di consentirci di conoscere gli eventi da una rete di personaggi più ampia e meno vincolata a descrizioni fisiche e ambientali rispetto ad una narrazione “classica”.

Ogni uomo vive all’interno di una società e da questa desidera essere accettato.

Un romanzo provocatorio e, per certi versi, lungimirante che vuole mettere l’uomo di fronte a delle scelte che inevitabilmente segneranno la sua esistenza tanto nel bene quanto nel male.
Il leitmotiv è certamente l’(ab)uso della tecnologia che condiziona senza alcuno scampo la condotta della massa a discapito dell’individualità e del rispetto della privacy. Questi mezzi ci condizionano e manipolano, a proprio uso e consumo, la verità.
L’autore ci dà una visione allucinata di quello che potrebbe accadere se non prestiamo particolare attenzione al rapporto tra noi esseri umani, in quanto tali, e il mondo digitale che sta pericolosamente prendendo piede autoresponsabilizzandoci perché oramai virtuale e reale camminano di pari passo.
Per essere un romanzo scritto da un esordiente devo dire che ha delle potenzialità e la trama si sviluppa in maniera coerente, prende il via incerto ma poi si fa leggere con piacere.
Backup Digitalife – Fase 1, come ci suggerisce il titolo, è un libro in divenire e non mi resta altro che aspettare che vengano pubblicate anche le “fasi” successive.

Elisa Raimondi

Leggere Distopico

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