Dystopian Day - Ospiti

Delos Veronesi – Winter e Skin

Il Natale è sempre più vicino e con lui anche le nostre Vacanze 😀

Ebbene sì, a breve anche noi ci prenderemo una pausa. Prima però, vogliamo presentarvi ancora un paio di autore che saranno presenti al Dystopian Day.

Oggi è il turno di Delos Veronesi che, come saprete, ormai è stato adottato da Leggere Distopico. Infatti se scorrete gli articoli e le recensioni, troverete diversi pezzi suoi, così come la sezione dei Fumetti, da lui lanciata e curata.

Ovviamente anche Delos si sta adoperando per fare in modo che la prima edizione del Dystopian Day sia indimenticabile, quindi in caso di fiasco sarà colpa sua 😀 (ovviamente scherzo 😉 )

Ma scopriamo meglio chi si nasconde dietro questo sorriso smagliante!

Delos Veronesi, nato a Bergamo nel lontanissimo 1977 vive in provincia di Monza rincorrendo il suo sogno di riportare le persone alla lettura. Da sempre lettore si è avvicinato alla scrittura fin da giovane ma solo da adulto ha trovato il coraggio di iniziare a mettersi in gioco pubblicando i suoi racconti.

Tra le sue pubblicazioni:

  • Winter – Cyberpunk – Primo romanzo dei Figli del Newman – Edito da Watson
  • Il testino della tigre – Young Adult urban fantasy – Disponibile su Amazon
  • Kowloon Moon – Mystery – Edito da Delos Digital
  • Skin – Cyberpunk – Secondo volume dei Figli del Newman – Edito da Watson.

Tra i racconti:

  • Eredi di Gamel (Essescifi 2017)
  • Un bacio tra la nebbia (Provincia pavese)
  • La guerra del Ferro (edizioni scudo)
  • Una vita digitale (256K)
  • Il cacciatore di demoni (I racconti di Cultora)

E adesso vi rinfreschiamo la memoria con la trama del primo volume di questa serie 😉

TRAMA:

In un futuro non troppo lontano, un killer silenzioso e freddo come l’inverno, si muove tra le opprimenti pareti di metallo delle colonie orbitali in cui gli esseri umani hanno dovuto esiliarsi. Non sa nulla del suo passato, gli scienziati del Progetto Newman gli hanno tolto tutto, anche il suo nome, per trasformarlo nella macchina da morte chiamata Winter. Cresciuto lontano da ogni contatto umano, immerso in un mondo di sangue e violenza, si ritrova a vivere in una realtà fatta di deboli ipocrisie e un classismo non meritocratico. Costretto a lottare ogni giorno per poter sopravvivere al suo stesso destino, dovrà fuggire o riuscire a sconfiggere tutti i soggetti del Progetto Newman che gli danno la caccia. Ma dopo il suo incontro con July, una ragazza in fuga per aver sorpreso il console Nick Nycros con uno dei boss della malavita, Winter si troverà coinvolto nell’avventura più complessa della sua vita: riscoprire la sua umanità.

E adesso, prima di salutarvi, vi lascia un breve estratto per invogliarvi a scoprire, se non lo avete ancora fatto, questa serie imperdibile!

«Come ti chiami, ragazzo?» Nessuna risposta. «Sai, ne ho visti tanti come te» continuò il barista, cercando di instaurare un dialogo. «Tu non hai gli occhi annebbiati come gli altri, tu stai bevendo per un motivo preciso, non per abitudine. Vero?» Nessuna risposta. «In tanti anni che faccio questo lavoro, ho imparato che la gente beve per tre motivi: per dimenticare i dolori di una vita da schifo, per cercare qualcosa che gli bruci dentro e che lo faccia sentire vivo o perché non ha altro al di fuori del bicchiere. Tu perché lo fai?» «Per tutti e tre i motivi.» La voce del giovane uomo risultava troppo limpida per uno che si era scolato quasi due bottiglie di liquore. Sollevando leggermente il braccio, porse al barista una carta di credito e, fissandolo silenziosamente, attese che gli venisse addebitato il conto. Senza dire altro, si alzò e si avvicinò a Mahal, barcollando leggermente a ogni passo; raggiunse il bancone e si riprese la sua carta di credito con un movimento lento e al tempo stesso inquietante. «Comunque, mi chiamano Winter.» Sorrise, quasi crudelmente, osservando l’espressione attonita dell’uomo.

Ora non mi resta che salutarvi, ma non prima di avervi lasciato un paio di link interessanti tipo: la nostra intervista a Delos e la recensione a Winter!

Un caro saluto dalla vostra Distopica (a Delos piace tanto questo soprannome)

Liliana Marchesi

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