Recensione Fumetto: “Sottosopra” di Luca Enoch e Riccardo Crosa

TRAMA

L’Ascensione ha inizio in un giorno di sole. Senza nessun preavviso, per tutti gli esseri viventi la gravità del pianeta si inverte. I terrestri “cadono” verso l’alto, scomparendo in cielo. Dove, non si sa. La poca gente rimasta osserva impotente dalle finestre, rannicchiata sul soffitto, in attesa di soccorsi che non arrivano. In questo mondo “ribaltato”, seguiamo il destino di un ragazzo adolescente, rimasto bloccato nell’auto di famiglia. Si unirà a un gruppo di sopravvissuti che si muovono nelle fogne, e dovrà far fronte a una setta di fanatici religiosi pronti a mettere la parola fine alla razza umana.

RECENSIONE

Mi appresto a scrivere questa recensione con lo stesso spirito che avevo molti anni fa, ai tempi in cui essere nerd non era figo e se volevi leggere fumetti dovevi nasconderti per non essere ghettizzato, anni in cui inseguivo il Antonio Serra per mostrargli i miei soggetti per i fumetti.

Sottosopra mi ha colpito con la forza di un’idea nuova, semplice ma molto intrigante. Una variazione di prospettiva che riesce a rendere comprensibile l’elevata difficoltà narrativa e stilistica del progetto.

Cosa succederebbe se la gravità si invertisse per tutte le sostanza organiche? Come potrebbero sopravvivere le persone al richiamo del cielo che sembra voler risucchiare tutta la vita dal pianeta?

Luca Enoch ci racconta il mondo capovolto tramite due giovani protagonisti, adolescenti che sanno vivere il momento fingendo di non pensare al futuro. Due ragazzi che sfuggono alla disperazione con la forza dei loro anni, che riescono a rendere comici i momenti difficili e che cercano di difendersi dalla paura vivendo gli eccessi delle loro emozioni.

Le tavole di Riccardo Crosa e gli splendidi colori di Paolo Francescutto donano alla narrazione una profondità stilistica molto apprezzabile. La dinamicità delle scene e l’utilizzo di un sapiente gioco di luci regalano al lettore una prospettiva del tutto nuova per un prodotto di questo genere. L’enorme realismo delle ambientazioni è ammorbidito da alcuni dettagli caricaturali dei protagonisti e l’aggiunta di una maestria nella colorazione, alleggerisce una storia che altrimenti risulterebbe fin troppo angosciante. La gente muore, e ne muore tanta, ma lo fa con una leggerezza impareggiabile.

Come sapete, per scelta interna, non facciamo mai spoiler per non rovinare la lettura delle opere proposte. Quindi non posso raccontarvi ci come la normalità diventi invivibile, di come il fanatismo si elevi sopra la logica e di come una ragazza speri di morire…

No, non vi racconterò nulla, ma sarò felice se dopo averlo letto mi direte come vi è sembrato.

Sergio Bonelli è sempre stato il mio punto di riferimento e apprezzo molto lo sforzo che sta facendo per “ringiovanire” il suo catalogo. Ha rischiato e devo dire che ha fatto centro con questo prodotto.

Ora vi saluto e spero di potervi parlare presto di altre grandi opere.

Delos

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