Il Fatto Distopico

IFD: I macellai di donne.

Sapete cos’è il simbolo che c’è qui sopra? E’ la negazione all’essere donna, è il segno che oltre 140 milioni di donne nel mondo si portano addosso. Questa semplice immagine rappresenta l’infibulazione e la barbaria da macellai che colpisce quasi tre milioni di bambine ogni anno.

Ho pensato a lungo se scrivere questo articolo, ho dovuto attendere parecchio prima di trovare la forza di dar voce alle parole che mi soffocavano il cuore. Molti pensano che sia un problema che non esiste più, una pratica persa nel tempo come quella di evirare gli uomini addetti alla gestione degli harem, nemmeno sanno quanto siano lontani dalla verità.

Le mutilazioni genitali femminili colpiscono ogni anno milioni di bambine, gettate tra le mani di uomini disgustosi che le trattano che bestie in nome di una tradizione che non aveva senso nemmeno mille anni fa.

Esistono diversi tipi di mutilazioni, l’OMS ne ha individuati quattro tipi principali che vanno dall’asportazione del clitoride all’utilizzo di sostanze corrosive:

I – rimozione del cappuccio o prepuzio clitorideo (la piega della pelle attorno al clitoride) con asportazione parziale o totale del clitoride stesso.
II – rimozione delle piccole labbra, con asportazione parziale o completa del clitoride e delle grandi labbra
III – rimozione parziale o totale sia delle piccole che della grandi labbra, con cucitura della vagina lasciando solo un piccolo foro per il passaggio dell’urina e del sangue delle mestruazioni. Quest’ultima è propriamente definita infibulazione.
IV – altri atti vari, tra cui cauterizzazione del clitoride, taglio della vagina ed introduzione in essa di sostanze corrosive per restringerne il canale

Vi evito le foto o le immagini esplicative che mostrano la violenza che ogni anno viene perpetuata ma vi chiedo di provare a pensare al motivo per cui lo fanno. Ho provato a informarmi, ho cercato testimonianze che provassero a spiegare le ragioni di questa pratica disumana e non ne ho trovata nemmeno una che sia, per il mio punto di vista, accettabile. Vogliono umiliare le donne? Vogliono privarle di ogni forma di piacere? Vogliono evitare che scoprano cosa sia l’amore libero e che si accontentino dell’uomo che le ha sposate quando erano ancora bambine?

Non lo so e credo che non lo sappiano nemmeno loro.

Da anni Ayaan Hirsi Ali, scrittrice somala natualizzata olandese, lotta contro questa pratica. Rischia la vita ogni giorno a causa della sua ribellione, è stata marchiata come eretica e nonostante la paura di essere giustiziata da qualche fanatico continua a combattere per i diritti delle donne che come lei sono finite sotto il rasoio del macellaio.

Nel suo libro Infedele c’è la descrizione di quello che ha vissuto lei, il suo ricordo di quando le è stato portato via tutto:

Poi toccò a me. Ormai ero terrorizzata.

– Quando avremo tolto questo ‘kintir’ (clitoride) tu e tua sorella sarete pure. – Dalle parole della nonna e degli strani gesti che faceva con la mano, sembrava che quell’orribile kintir, il mio clitoride, dovesse un giorno crescere fino a penzolarmi tra le gambe. Mi afferrò e mi bloccò la parte superiore del corpo… Altre due donne mi tennero le gambe divaricate. L’uomo che era un cinconcisore tradizionale appartenente al clan dei fabbri, prese un paio di forbici.

Con l’altra mano afferrò quel punto misterioso e cominciò a tirare…Vidi le forbici scendere tra le mie gambe e l’uomo tagliò piccole labbra e clitoride. Sentii il rumore, come un macellaio che rifila il grasso da un pezzo di carne.

Un dolore lancinante, indescrivibile e urlai in maniera quasi disumana. Poi vennero i punti: il lungo ago spuntato spinto goffamente nelle mie grandi labbra sanguinanti, le mie grida piene di orrore… Terminata la sutura l’uomo spezzò il filo con i denti… Ricordo le urla strazianti di Haweya, anche se era più piccola, aveva quattro anni, scalciò più di me per cercare di liberarsi dalla presa della nonna, ma servì solo a procurarle brutti tagli sulle gambe di cui portò le cicatrici tutta la vita.”

Credo che non serva dire altro.

Volete combattere per qualcosa? Credete che sia importante la libertà? Beh, sappiate che milioni di ragazzine ogni anno vorrebbero solo poter continuare a essere tali.

Delos

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