Cinema

I 10 migliori film distopici del decennio 2010-2019 (seconda parte)

Di Riccardo Muzi

Prima di proseguire con la top four dei “dystomovies” (eravamo arrivati fino alla quinta posizione), facciamo menzione di alcuni film che, per un pelo, non sono entrati in classifica. Ci sembra doveroso citare: Ready Player One (2018) di Steven Spielberg, Automata (2014) di Gabe Ibanez e Alita (2019) di Robert Rodriguez. Dopo queste “special tracks”, proseguiamo il nostro cammino verso la vetta.

4. HUNGER GAMES (2012) di Gary Ross

In un’ America post-apocalittica, nello stato di Panem, 24 giovani vengono selezionati ogni anno per prendere parte agli Hunger Games, disumana e crudele competizione televisiva che prevede la sopravvivenza di un solo partecipante.

Smarcandosi da un mood patinato e troppo ammincante soprattutto verso il target “giovane-adulto”, Gary Ross tramuta il bestseller di Suzanne Collins in un film avvicente e dai potenti contenuti. L’irregolarità delle inquadrature, la macchina a mano, il montaggio serrato, sono elementi che testimoniano una scelta stilistica ben precisa che restituisce molto sul piano dell’impatto visivo. La pellicola si avvale di un cast di altissimo livello (Stanley Tucci, Donald Sutherland e Elizabeth Banks) e partorisce una nuova stella: Jennifer Lawrence.

3. SNOWPIERCER (2013) di Bong Joon-ho

Anno 2031. Una piccola porzione di umanità, superstite a una nuova era glaciale, è rinchiusa in un treno che non si ferma mai. All’interno del convoglio permangono le rigide suddivisione sociali. La rivolta non tarda ad arrivare.

La lotta di classe in chiave postapocalittica. Il film del regista Joon-ho è una miscela perfetta tra il cinema coreano e i ritmi serrati di quello americano. L’epopea dell’ascesa sociale all’interno del microcosmo su rotaie è qualcosa che va al di là della semplice narrazione dei fatti e si fa metafora dello scontro tra esclusi e privilegiati. Una rincorsa nella corsa senza fine del treno che fende i ghiacchi di una Terra ormai morente. Profluvio di emozioni contrastanti, alta tensione perenne.

2. BLADE RUNNER 2049 (2017) di Denis Villeneuve

Sono passati 30 anni dal cult di Ridley Scott. Los Angeles nasconde ancora replicanti da terminare e ancora la divisione Blade Runner ha l’incarico di trovare i vecchi “lavori in pelle”. L’agente migliore, KD6 – 3.7, a sua volta replicante, viene a conoscenza di un segreto che potrebbe gettare nel caos quel che resta dell’umanità. La scoperta lo porta sulle tracce di Rick Deckard, nel frattempo scomparso.

Dare seguito ad un capolavoro è una missione impossibile. Villeneuve non la rende possibile ma raccoglie la sfida confezionando un’opera di altissimo livello tecnico. Spettacolari regia, fotografia e musiche; la trama, invece denuncia, gravi falle. La pellicola però ha caratteristiche estetiche talmente affascinanti da metter in secondo piano i suoi difetti evidenti. Al contrario dell’originale del 1982, in cui gli androdi anelavano ad un status umano, in Blade Runner 2049, l’umanità è quasi del tutto assente lasciando il proscenio agli androidi. Distopia purissima.

1. MAD MAX: FURY ROAD (2015) di George Miller

La Terra post apocalittica è in mano ai predoni. Uno di questi, Immortan Joe, controlla la Cittadella, imponendo il culto della personalità finché la sua compagna, Furiosa, scappa con le sue schiave e concubine. Sulla strada per la fuga Furiosa incontra Max, uomo solitario e pronto all’azione.

120 minuti di immersione totale in una cascata di freschissima adrenalina. Un ritmo più che indiavolato scandito da un montaggio strabiliante (Oscar 2016) in cui l’attimo di tregua non è concesso. George Miller riesce a rivisitare la sua creatura superando la definizione di sequel: Fury Road è un’epica punk-rock a se stante. I miti della civiltà capitalistica sono rovinosamente franati lasciando schegge di violenza incontrollata e briciole di speranza per un nuovo mondo. Lo spettacolo visivo e i temi socio-politici formano un “ensemble” difficilmente rintracciabile in altre pellicole. La fuga di Furiosa verso le sue origini e l’eterno errare di Mad Max, si fondono in un racconto travolgente e appassionante.

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1 Comment

  1. “Mad Max: Fury road” e “Snowpiercer” sono tra i migliori dieci film non solo distopici, ma, in generale, fantastici che ho visto nella mia vita. Il primo un film completamente visionario, il secondo un quadro crudo e realistico della società umana.

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