Dystopian Day - Ospiti

Federica Amadori – Amari spicchi d’arancia

Anche oggi si torna a parlare di Dystopian Day e degli ospiti che calcheranno la scena. In uno dei panel principali ci sarà anche lei, Federica Amadori, autrice del romanzo “Amari spicchi d’arancia” edito da Le Mezzelane Casa Editrice.

Federica Amadori nasce nel 1974 a Genova. Terminati gli studi superiori si iscrive al corso di Lettere e Filosofia presso l’ Università di Genova, facoltà che successivamente abbandonerà per conseguire la qualifica professionale di decoratore e restauratore di affreschi e stucchi presso una scuola edile in Piemonte. Qualifica che le permetterà di lavorare in questo campo per il decennio successivo. Diventata madre ha la necessità di abbandonare un lavoro che la porta spesso fuori regione e attualmente è store manager per un’azienda di abbigliamento, ma la sua vena creativa e la passione per l’arte hanno trovato nuova linfa nella scrittura. Amari spicchi d’arancia è il suo primo romanzo.

TRAMA:

Il romanzo narra la storia di una donna, scelta in fasce per fare da cavia in un esperimento pseudoscientifico consistente nel sottoporla, nel corso della sua vita a violenze, frustrazioni e soprusi da parte di un misterioso servizio segreto deviato. Una volta presa coscienza che la sua vita travagliata non è frutto di semplice sfortuna, la protagonista cerca di reagire e di vivere normalmente a dispetto dei suoi aguzzini, della cui esistenza e operato chiunque altro è all’oscuro. La sua vita riesce così a comprendere una storia d’amore, di crescita personale, di ribellione e infine il riscatto dal sistema degenere di cui è stata vittima, in questo aiutata da persone con cui raggiunge forte empatia e confidenza, che la sostengono nel raccogliere le prove necessarie a scardinarlo. Nel contempo, diventata madre, dovrà proteggere a caro prezzo la vita del figlio, dal quale dovrà anche staccarsi proprio per garantirgli un futuro libero dai suoi persecutori. Sullo sfondo della narrazione, la storia del Paese a partire dagli ’20 fino agli ultimi decenni del secolo scorso.

Io personalmente ho amato questo libro, ma in ogni caso vi lascio un estrattino per capire di che pasta è fatto ^_^

Il 15 novembre di quello stesso anno il direttore del settimanale scandalistico “Diffusione” trovò il coraggio di far pubblicare la notizia che ormai da mesi si vociferava circolasse negli ambienti della politica italiana, scrivendo di una cavia umana che vittima di ignobili nefandezze era riuscita a scappare dai suoi persecutori e a divenire leggenda. Lo stesso avanzò anche alcune interessanti congetture che, sebbene mascherate dalla voluta mitizzazione del racconto, gettarono pesanti accuse sui servizi segreti, i loro depistaggi e tutti gli scandali che li avevano coinvolti e io ebbi la conferma che qualcuno fosse finalmente arrivato alla mia verità. Chi muoveva le fila di quell’ intrigo non era dunque riuscito a disattivare completamente l’ordigno che avevo innescato e, di fronte a quell’articolo, lo immaginai sorpreso quanto me. Certo non mi aspettavo però che quell’episodio potesse scatenare un’onda d’urto di portata considerevole da parte della carta stampata, in quanto i direttori responsabili delle testate a cui avevo spedito la mia autobiografia, non so se per paura di dover rispondere penalmente di eventuali reati legati al controllo necessario di cui una simile notizia necessitava, o per timore reverenziale verso qualcuno che doveva rimanere intoccabile, non si erano voluti sobbarcare l’onere di diffonderne i contenuti. Successe invece che alcuni cronisti coraggiosi appartenenti a neonati settimanali indipendenti, forse stanchi della disinformazione che avvolgeva l’attività spesso poco appropriata degli agenti dei servizi segreti, riallacciandosi all’articolo di “Diffusione” si trasformarono in navi corsare capaci di navigare controcorrente nel mare della politica e dare risalto a una serie di informazioni scomode per il potere. Emerse così la notizia del ritrovamento in un archivio di stato di un fascicolo che dimostrava di come il Sifar, Servizio Informazione Forze Armate, fosse riuscito a esercitare il proprio controllo sull’opinione pubblica attraverso l’utilizzo dell’intimidazione e quella dell’esistenza di scuole militari per l’addestramento a una guerra psicologica capace di disgregare la fermezza morale di chiunque venisse considerato un nemico. Il risultato di quelle inchieste fu che diverse persone trovarono l’animo per denunciare, spesso con il supporto di un’ampia documentazione, di essere state oggetto di prevaricazione da parte di quegli stessi servizi segreti e quando vennero aperte le investigazioni parlamentari volte a fare chiarezza anche su queste vicende, il mio appagamento conobbe il sapore deciso della vittoria.. ..”Abbi fede che alla fine si sistema ogni cosa”, continuava a riecheggiarmi nella mente in un ritornello senza fine, e la dolcissima voce di chi aveva pronunciato quella frase molti anni prima, avvicinandosi così tanto alla verità, ora vibrava alta in quel cielo terso del marzo del ’66 per aiutarmi a voltare la pesante pagina del mio passato e permettere a una parte di me di andarsene via per sempre.

Ragazzi, ormai siamo sempre più vicini!

Non dimenticatevelo! 21 Marzo, Milano, Il covo della Ladra!

Un bacio dalla vostra Distopica

Liliana Marchesi

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