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Recensione: “True Legends. Reclutamento” di Gaito, Mastrillo, Vezza, Vita

TRAMA

È il primo atto di una storia basata sul gioco del calcio. In un futuro distopico nel quale i terrestri dominano buona parte della Via Lattea e hanno colonizzato decine di pianeti, le dispute per l’accaparramento delle risorse non sono più risolte tramite le armi, bensì per mezzo di un torneo interplanetario denominato True Legends, che si tiene ogni quattro anni su un satellite artificiale detto “Cittadella”. A capo di questa società interplanetaria è posta un’organizzazione monopolistica che dispone della tecnologia più avanzata, capace di orientare le masse attraverso l’informazione mediatica, detta Network, la cui filiale terrestre è la FIFA. Il romanzo è ambientato sul pianeta Terra, profondamente mutato a seguito di sconvolgimenti naturali indotti per cause tutt’ora ignote ai più. Il nostro pianeta è ormai relegato in una posizione secondaria e provinciale, del tutto subordinata ai dettami del Network e nessuna selezione terrestre è mai riuscita a vincere i True Legends, né ad aggiudicarsi le risorse necessarie per risorgere. In questo contesto l’ambiguo Johnny Fresco, ex stella calcistica terrestre, e diventato quasi per caso un magnate dell’industria ittico-alimentare, decide, in una sorta di sfida al Network e alla FIFA, di fondare un proprio club con cui tentare la sorte nel torneo. Inizia così il reclutamento: ogni capitolo del romanzo è dedicato a un componente della squadra e alla sua storia, dallo 0 che parla dell’allenatore al 23, che chiude con la prima seduta di allenamento con la squadra al completo.

RECENSIONE

La Terra è in ginocchio, gli esseri umani hanno colonizzato una grande porzione dello spazio e hanno perso ogni legame con la loro patria. La società è marcia fino al midollo, corruzione e degrado regnano in ogni angolo e hanno come unica scappatoia quella di inseguire il sogno di diventare calciatori professionisti.

Il calcio è l’unico sport praticato, l’unico che offre a tutti (forse li obbliga) una possibilità di ambire a qualcosa di meglio delle topaie. Il football è il motore della vita, la FIFA gestisce il calcio e il Network gestisce la FIFA, dominando di fatto l’intera umanità con la frusta della competizione sportiva. Tutto è lecito e non frega niente a nessuno se sei un terrorista, uno stupratore o un povero mentecatto, l’unica cosa che conta è il valore di abilità sportiva indicato sul R.oT., è con quello che si viene giudicati e ammessi alla possibilità di diventare cittadini di classe A.

Jonny Fresco è un imprenditore, un ex calciatore professionista che ha investito nel suo futuro invece che sperperarlo in festini e droga, un uomo che ha deciso di sfidare il Network creando la più ambiziosa e problematica squadra che si sia mai vista.

Come sempre non mi sono informato sugli autori prima di iniziare a leggere, non so cosa li abbia spinti a scrivere questa storia e quali siano state le loro fonti d’ispirazione, ma credo che vi sia una grande componente manga nel loro immaginario collettivo. Un’impronta che emerge in alcune scene e che è riuscita a strapparmi qualche sorriso.

La narrazione è molto strana, non so bene come abbiano suddiviso il lavoro i quattro autori, ma in alcuni punti si percepisce una marcata differenza stilistica nella narrazione. Alcuni paragrafi sono molto aggettivati mentre altri quasi telegrafici, in alcuni passaggi i pensieri del giocatore di turno sono la parte portante della narrazione mentre in altri tutto viene raccontato senza l’introspettiva. Non è scritto male, assolutamente, si vede che c’è stato un gran lavoro. I dialoghi sono curati e la capacità di creare suspense è ottima, mi è solo mancata una linearità narrativa che credo sia inevitabile per un lavoro a otto mani.

Di base l’idea è buona ma, per quelli che sono i miei gusti, devo ammettere che non sono riuscito ad apprezzarla fino in fondo. Il romanzo è un lunghissimo prologo, in ogni capitolo viene raccontata la storia di un calciatore e il motivo per cui viene assoldato da Fresco, viene messa molta carne al fuoco e vengono create decine di sotto trame, ma quasi 500 pagine di “prologo” alla fine mi sono sembrate troppe.

Gli autori e l’editore sono stati molto onesti, dicono chiaramente che ogni capitolo è dedicato a un giocatore e che questo testo è solo una parte della storia. Sicuramente il prossimo romanzo sarà molto più interessante perché inizierà a vedersi una storia, la presentazione dei personaggi è stata fatta e sono certo che i True Legends porteranno a uno sviluppo della trama molto interessante.

Mentre scrivo questa recensione, proprio a dimostrazione che si tratta di un prodotto interessante, mi è arrivata la notizia che True Legends è tra i finalisti del Premio Vegetti. Faccio i complimenti agli autori e incrocio le dita per loro!

A presto.

Delos

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