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Recensione: “Brama” di Ilaria Palomba

Buongiorno Lettori ^_^

Oggi vi parlo di un romanzo davvero molto particolare. Si tratta di “Brama” di Ilaria Palomba, edito da Giulio Perrone Editore.

Brama è la storia di Bianca, trentenne problematica che entra e esce dagli istituti psichiatrici come fosse la cosa più normale del mondo. Attraverso le confessioni mentali della protagonista si ha la possibilità di toccare con mano il precario equilibrio che la tiene legata a una realtà che pare proprio non volerla.

Ma è il mondo intorno a lei a non volerla includere, o è la stessa Bianca a rifiutare la normalità?

“Ne ho vissute proprio molte di cose, tutte uguali però, una panoplia di illusioni, una galleria di specchi che franano. Chissà poi cosa cercavo negli altri che non sono riuscita a trovare in me stessa. Il fondo oscuro del creato ancora mi è precluso e resta blindato, precipito in un baratro che non esiste.”

Bianca trascorre le sue giornate scivolando da un eccesso all’altro: sesso, droghe. E al tempo stesso rivive quasi in loop il suo passato, la sua infanzia, dalla quale emergono numerosi disagi che giustificano in parte il suo presente. Dico in parte perché in alcuni momenti pare proprio che sia lei stessa, con lucidità, a cercare le tenebre, come se volesse mettersi alla prova. A volte invece, Bianca è una vittima. Vittima di un istinto primordiale, vittima di desideri implacabili, vittima della brama.

A peggiorare il tutto, l’incontro con un’anima altrettanto problematica come quella di Carlo.

Non aggiungo altro sulla trama, ma lasciatemi dire un paio di cose sullo stile dell’autrice.

Desidero prima di tutto farle i complimenti per il coraggio dimostrato nel portare alla luce un testo così particolare, dal linguaggio forbito, dai toni seducenti seppur spesso crudi, privi di filtro. E badate bene che questa non è una cosa negativa, anzi, perché una storia come questa non si può certo raccontare intingendo la penna nello zucchero.

“Vorrei insegnare alla mia pelle a distinguere il freddo dal caldo, il bene dal male, le carezze dai calci. Un giorno la mia pelle si staccherà, resterò senza. Camminerò con le viscere in fuori e vedrete tutti, vedrete quanto sottile sia. Un giorno la mia pelle non sarà più la mia pelle ma la pelle di tutte le creature offese che si alzano guerriere. Allora la dipingerò di rosso e sarà curioso voltarmi a registrare gli sguardi, lasciarmi toccare dalle vostre mani affinché possiate sentire che è solo colore, non più sangue.”

Un romanzo dal quale si evince la profonda preparazione dell’autrice, non per altro laureata in Filosofia, su questo tipo di tematiche. Una lettura non semplice oserei dire, ma consigliata a coloro che desiderano immergersi in alcune sfumature della psiche umana.

TRAMA:

Possedere l’altro, primeggiare, schivare le attenzioni di una madre morbosa, meritare il riconoscimento di un padre inarrivabile sono i desideri che animano Bianca, fragile trentenne, ricoverata più volte in psichiatria per i suoi vani tentativi di suicidio. L’incontro con il filosofo Carlo Brama, ambivalente oggetto di desiderio, rende maggiormente precario il suo stare al mondo e apre un viaggio a ritroso nell’infanzia e nell’adolescenza pugliese, frugando tra i segreti di una famiglia borghese piena di scheletri nell’armadio. L’amore non è una fiaba a lieto fine ma una radiografia della psiche, un legame tanto carnale quanto spirituale che, come in un rito, nel suo compiersi conduce al trascendimento della ragione. Tra Carlo e Bianca c’è un gioco crudele che diventa una condanna, una tessitura di destini, sacra e terribile, cui cercano entrambi di sfuggire.

Per ulteriori informazioni vi rimando direttamente al sito della Casa Editrice

Un bacio dalla vostra Distopia Liliana Marchesi

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