Distopie Sociali Recensioni

Recensione: “Marea tossica” di Chen Qiufan

Buongiorno Lettori, oggi vi parlo di un romanzo che mi ha tenuto impegnata per un po’. Si tratta di “Marea tossica” di Chen Qiufan, edito da Mondadori, collana Oscar Fantastica. Questa volta la lettura è andata un po’ a rilento, sia per il momento che stiamo vivendo (che talvolta imbriglia la mente in buchi neri) sia perché nelle prime cento pagine c’era poca action (fatta eccezione per la prima scena che fa molto Greenpeace), quindi l’interesse faticava a schizzare verso le stelle.

Dopo le prime cento pagine, però, in cui viene delineata la situazione in cui versa Silicon Isle, qualcosa succede per davvero, ed è qualcosa di grosso, che ovviamente non vi spoilero.

Abbiamo dei clan rivali, abbiamo degli agenti che agiscono sotto copertura, abbiamo la fanciulla indifesa (solo fino a un certo punto) e abbiamo il cavaliere dall’armatura scintillante (be’, magari necessita di una spolverata). Gli elementi per una storia avvincente ci sono tutti, ma la storia che io ho letto fra le righe di questo romanzo non parla di amori ostacolati, anche se un sentimento speciale nasce fra due persone che, secondo i costumi locali, non potrebbero mai stare insieme. La vera anima di questo romanzo parla di qualcosa che noi conosciamo bene e che, ahimè stiamo vivendo in questo momento. Ovvero del fatto che i soldi governino il mondo e di come il potere venga impiegato troppo spesso, se non sempre, nella maniera sbagliata, anche a costo di molte, moltissime vite.

Una lettura molto articolata, anche solo per le varie alleanze che si formano e si sciolgono. Il ritratto di un mondo che crediamo lontano da noi, ma che invece ci è più vicino di quanto pensiamo.

L’isola dei rifiuti. Davvero credete che sia solo immaginazione?

“Alla popolazione del luogo, portavano parchi industriali, centrali elettriche, acqua pulita e aeroporti; compravano la loro fiducia con le bugie, e quelli andavano ad affollare le fabbriche, schiavizzati come tanti robot assegnati a mansioni ripetitive e meccaniche, faticando per lunghe ore in cambio di salari più bassi di quelli ottenuti un tempo dai loro genitori.”

Sulla copertina del romanzo viene riportato il commento al libro del famoso scrittore cinese di fantascienza Cixin Liu “Il vertice della narrativa sci-fi del prossimo futuro” e, pensandoci bene e masticando Distopia ogni giorno per portare avanti il sito di Leggere Distopico, credo proprio che abbia ragione.

Un bacio dalla vostra Distopica Liliana Marchesi

TRAMA:

La giovane Mimi vive letteralmente sommersa dall’immondizia del mondo: è una delle “ragazze dei rifiuti” che lavora tra gli imponenti cumuli di spazzatura elettronica di Silicon Isle, dove i frutti marci del capitalismo e della civiltà del consumo giungono alla loro rapida fine. La sua casa è l’immensa discarica che occupa l’isola, al largo della costa cinese meridionale. Come migliaia di altri migranti, è stata attirata lì dalla promessa di un lavoro sicuro e soprattutto di una vita migliore. La realtà però è ben diversa: Silicon Isle è un luogo tossico per il corpo e l’anima, dove l’aria, l’acqua e la terra sono irrimediabilmente inquinate, i lavoratori sottoposti all’arbitrio dei potenti mentre gang di malviventi lottano per il controllo del territorio, ecoterroristi minacciano attentati e capitalisti senza particolari scrupoli sono disposti a tutto in nome del profitto. E c’è anche qualcuno che tra i veleni di Silicon Isle cerca le proprie radici. Ora la tempesta perfetta si sta preparando, le forze in campo sono troppo violente, troppo determinate a imporsi, e presto scoppia il conflitto: una guerra tra ricchi e poveri, tra passato e futuro. E quando la situazione esplode, Mimi deve decidere se rimanere una pedina o cambiare le regole del gioco.

Ti potrebbero interessare anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *