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Recensione: “Confessioni di un clochard” di Jorge Vivanco

Buongiorno Lettori ^_^

Come state?

Oggi vi parlerò di “Confessioni di un clochard” di Jorce Vivanco, edito da Edizioni foglio di via, una Casa editrice con cui abbiamo appena iniziato a collaborare.

Inizio subito col dire che in questo romanzo non vi è solo una storia, ma che ce ne sono molte e quasi tutte intrecciate fra loro da un filo sottilissimo e non sempre visibile.

Un gruppo di mendicanti viene rinchiuso nel cortile di un commissariato di polizia, senza una motivazione apparente, e qui torturati dalla fame e dal freddo alcuni di loro ripercorreranno i propri ricordi per dare a noi lettori la possibilità di conoscere le loro origini e cosa li ha portati a diventare ciò che sono. Clochard.

Una narrazione coinvolgente, a tratti violenta, che ci permette di andare oltre gli stracci, la sporcizia e il lezzo, per vedere cosa, o meglio chi, è stato sporcato dalla malvagità umana.

Angeli e diavoli, vittime e carnefici. Tante vite spezzate, consumate, rovinate da un solo istante di crudeltà che ne ha deciso la sorte.

Trovo che questo libro sia portatore di un messaggio importante e che possa, attraverso le storie di questi personaggi, aprire un piccolo spiraglio nella mente di coloro che, sempre pronti a giudicare, non riescono ad andare oltre le apparenze.

Un bacio dalla vostra Distopica Liliana Marchesi

TRAMA:

Imendicanti della città di Quito sono scomparsi. È successo tutto in una notte, all’improvviso. La loro scomparsa ha liberato le strade della capitale ecuadoregna dai loro corpi malconci, dalle loro luride vesti e dalle loro implorazioni di carità. Dopo una retata della polizia sono stati tutti rinchiusi in piccolo commissariato. Ma nessuno può rinchiudere o cancellare le loro storie, i loro odori, il passato di questo popolo cencioso ed invisibile che reclama solo cibo e libertà, chiedendosi a gran voce «se siamo o non siamo necessari?». Nelle notti di detenzione il gruppo di straccioni, guidato dalla vecchia Gertrudis Tadeo, inizia a liberarsi. A raccontarsi, a condividere come una ballata collettiva le loro storie, i loro segreti più intimi, i loro destini più crudeli. Ed il potere delle parole diventa strumento di salvezza, di redenzione. Un libro duro, scomodo, rabbioso, come le vite dei mendicanti che si intrecciano, che provano a restituire brandelli di dignità perduta e ad infastidire il senso di carità che ciascuno di noi è convinto di possedere.

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