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Recensione: “NewCoin Corporation” di Fabio Aloisio e Alessandro Napolitano

Buongiorno a tutti. Oggi vi parlo di un racconto lungo distopico uscito in e-book nella collana Futuro Presente di Delos Digital, nel maggio 2020.

TRAMA

Dopo l’ennesima crisi economica, l’Italia mette l’euro alla porta. Dopotutto, a che serve una moneta unica, quando c’è la moneta virtuale? La NewCoin Corporation garantisce una nuova epoca di sicurezza, prosperità e stabilità grazie alla nuova moneta digitale spinta dai ministri e osannata dall’elettorato. Ma qualcuno non la pensa così, qualcuno che ha i mezzi per crackare il sistema e gettare la società nel caos, sperando in una nuova presa di coscienza. Nel frattempo, una ragazza usata come testimonial del nuovo corso si dibatte in una gabbia invisibile, ma decisamente stretta…

RECENSIONE

Il racconto inizia con un antefatto risalente al 4 maggio 2025 – ore 14.00. Le date sono state scelte come titoli ai capitoli, in una sorta di cronaca precisa che detta il ritmo al racconto. Il ritmo è una caratteristica importante: cala nei momenti giusti, mai abbastanza da generare noia. Ogni capitolo infatti termina con un cliffhanger che sprona a continuare la lettura.
La curiosità comunque si genera già all’inizio, appena compreso il contesto rappresentato, fin troppo contemporaneo, e delineato in una Roma distopica ai limiti di una corretta etica sociale. Mi sono chiesta quale perverso piacere provino i politici alla guida del governo, nel mantenersi nel limbo tra la schiavitù mascherata da democrazia e la dittatura. Mi riferisco alla trama del racconto oppure ad altro? Probabilmente anche voi vi porrete la stessa domanda: e se fosse così? E se si imponessero guinzagli a strozzo spacciandoli per soluzioni ideali a problemi antichi?

I personaggi principali tentano di sottrarsi allo status quo. Gli autori li mostrano in modo vivace, li delineano e donano loro vita attraverso dialoghi e azioni, quasi senza mai raccontarli. Anche questo particolare contribuisce al già citato ritmo.

Marco Tisia e Veronica incarnano lo spirito ribelle e anarchico nascosto in ognuno di noi ma loro, a differenza della restante massa dei concittadini, mettono in atto una serie di misure per sovvertire l’ordine costituito.

Un personaggio che ho amato particolarmente è Mina, un’IA spacciata per assistente domotica. Il capitolo a lei dedicato è notevole per profondità e accuratezza; la stessa ambientazione nella quale si muove acquista pennellate così vivide da risultare un contesto naturale.

I tunnel VPN e le sequenze criptate erano correnti d’aria gelida tra dirupi tanto stretti da poter appena aprire le ali; ma le server farm e il world wide web erano praterie sconfinate dove volteggiare al sole, cullata da correnti ascensionali.

L’ingenuità che la contraddistingue, la rende più umana dei collaboratori del “comandante”, azionisti senza scrupoli votati al profitto. Alla fine, anche questi brutti personaggi rimangono impressi per la miseria sconfinata del loro animo.

Il racconto è ben scritto, senza sbavature particolari, si legge con piacere e con il desiderio di sapere come va a finire. Il piano organizzato dai protagonisti sortirà l’effetto di risvegliare gli Italiani oppure la “massa di carne” italica cadrà nel dirupo, guidata da un pifferaio scaltro e avido?

Consiglio la lettura per svelare il finale.

A presto.
Romina Braggion

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