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Recensione “Blado 457 Oltre la barriera” di Erika Corvo.

TRAMA

È il primo di una serie di tre (per ora) racconti ambientati in un futuro post atomico. Ma se l’argomento è scontato, non è detto che lo sia anche il modo in cui è trattato. Vi prego di non dimenticare che quando la maestra dettò ai bambini: «Tema: parlami della gita», Dante Alighieri scrisse “La Divina Commedia” e Jack Kerouac “On the Road”.
Ovviamente, Erika Corvo non si crede Dante, e questo è solo un esempio.

Blado 457 è un ragazzo nato in epoca post-atomica, un tempo in cui si fronteggiano due opposte fazioni: i Rest, che si sforzano di vivere come nel “pre-bomba”, e i Bor, che al contrario cercano il più possibile di adattarsi a nuove realtà di vita. Nonostante il nuovo mondo sia pieno di creature mutanti, la creatura più mostruosa rimane pur sempre l’essere umano, il quale immagina sempre di essere al vertice, primo tra i primi, creatura eletta, convinto di poter manipolare la natura, incurante delle tragiche conseguenze delle proprie azioni.
Blado è uno dei Bor. Con una importante missione da portare a termine, rischia di rovinare tutto per un’azione compiuta d’impulso. Lei, Susan, preferirebbe morire piuttosto che vivere in un futuro che si presenta sotto forma di quello che ha sempre rifiutato.
Colpi di scena, combattimenti, mutanti, mostri, viaggi nel tempo, invasioni, spie, strane usanze tribali, il tutto descritto con un ritmo veloce e coinvolgente.

RECENSIONE

Carissimi amici distopici, eccomi qui con un’altra recensione. Il libro (non è un racconto visto le circa 300 pagine, anche se viene presentato come tale) sia nella premessa che nella trama porta a paragone l’autrice con Dante e Kerouac, pur dicendo di non essere a quei livelli. Io onestamente avrei evitato di presentarmi in questo modo, trovo che sia indisponente nei confronti del lettore. Detto questo, mi sono posto nei confronti del romanzo convinto che mi avrebbe fatto ricredere sulla mia prima impressione e… purtroppo no.
Per me è stato un libro difficile da portare a termine, ci ho messo diverso tempo e l’ho finito più per caparbietà che per piacevolezza della lettura.
Ci sono delle buone idee, questo a onor del vero va riconosciuto, ma la realizzazione purtroppo non è all’altezza. I pochi colpi di scena presenti nel libro sono mal gestiti, manca di scorrevolezza e questo porta ad avere difficoltà, almeno per me, a leggere più di poche pagine per volta. A livello di scorrevolezza Blado 457 si riprende nell’ultimo quarto della storia che ho letto in un’unica sessione di lettura.

Parlando dei personaggi a livello psicologico ed emotivo, nonostante siano adulti, sembrano adolescenti: questo vale sia per il modo di pensare che per il modo di agire. Lo si riscontra in particolare per Susan, che fa i capricci come in piena crisi ormonale, mette i musi e si fa manipolare in maniera imbarazzante. Stessa cosa quando vengono esternati i pensieri di Blado.
Molto meglio costruito il personaggio di Drex che, al contrario degli altri, ha una sua personalità e un suo modo di agire ben definito e coerente, il migliore tra tutti a mio parere.

Nel complesso non è comunque un libro che consiglierei, ma mi permetto un piccolo consiglio all’autrice: le idee ci sono, lavorale meglio, metti la passione nel migliorare i tuoi punti forti e sono certo che potrai scrivere ottimi libri.

Un saluto a tutti e alla prossima recensione.

Sergio Sulis

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