Cinema

Gattaca – La porta dell’universo: un distopico raffinato ed elegante.

“Gattaca” (1997) è firmato dal neozelandese Andrew Niccol, regista, tra l’altro, di film di fantascienza come S1m0ne e In time.

LA TRAMA: In futuro non meglio precisato la biotecnologia ha compiuto dei passi talmenti grandi da imporsi come snodo cruciale per la vita dell’uomo o almeno di ciò che ne rimane della sua tradizionale definizione.
I figli nati da parto naturale e che hanno il terribile difetto di contrarre malattie o riportare deficienze fisiche, si inseriscono in un piano evolutivo sottostante rispetto ai loro simili artificialmente “plasmati”.
Vincent, che appartiene alla categoria dei “biodifettosi” (termine coniato dell’autore dell’articolo e che non fa parte del vocabolario del film), subisce questa disparità e attende la propria fine che, a causa di problemi cardiaci, si prospetta relativamente vicina. Ma il nostro eroe ha un sogno: diventare un astronauta. Per ovviare ai suoi limiti, cerca e trova una persona in grado “prestargli” (in realtà lo paga profumatamente) un po’ di codice genetico dop (Di Origine Perfetta; anche nel caso di questo acronimo, le colpe sono da rincondursi all’autore dello scritto e non al film). La persona in questione è Jerome, un ex campione olimpico finito sulla sedia a rotelle. Vincent “diventa” Jerome e riesce ad entrare nell’elite dei papabili viaggiatori dello cosmo. Quando il piano sembra davvero funzionare, un omicidio rischia di far saltare tutto.

I PERSONAGGI : belli, giovani e talentuosi. Ethan Hawke, Uma Thurman (si sposeranno un anno dopo l’uscita del film) e Jude Law sono un trio ad alto contenuto artistico. E non sfigurano i comprimari più attempati, tra i quali troviamo: Ernest Borgnine ed Alan Arkin, che danno lustro anche loro alla pellicola.

Ethan Hawke è Vincent Freeman il protagonista maschile. “Vincent” significa “vincente” nome scelto accuratamente dalla madre: suo figlio “farà grandi cose” a sua detta. Anche “Freeman” si traduce facilmente in “uomo libero”.

Uma Thurman è Irene Cassini, la protagonista femminile. Il nome si ispira a Giovanni Domenico Cassini, l’astronomo che scoprì i satelliti di Saturno, pianeta che firma, in qualche modo, il finale del film.

Jude Law è Jerome Eugene Morrow altro protagonista della pellicola il cui nome ha una esplicita assonanza con “genome”, ovvero “genoma”cioè il complesso dei geni di un organismo. “Eugene” corrisponde all’italiano “Eugenio” ossia “ben nato” dal greco “eu”: bene, “genos” nascita. Mentre “Morrow” è semplicemente la contrazione dell’inglese tomorrow: domani.

Il termine Gattaca è stato inventato combinando le lettere iniziali delle quattro basi azotate che compongono il DNA , l’adenina, la citosina, la timina e la guanina. Tali lettere sono anche richiamate nei titoli di coda: tutte le A, le C, le T e le G nel testo di coda sono selettivamente scritte in azzurro anziché in bianco come le altre; durante i titoli iniziali, il cast degli attori viene presentato in modo che compaia prima una lettera presente nella parola “gattaca” e poi il resto del nome. (Wikipedia)

LA RECE: è possibile migliorare l’uomo? E se la risposta è affermativa, dell’upgrade dell’umanità è bene che se ne occupi il progresso scientifico?
A chi pensa di poter rispondere a queste domande con assoluta certezza, non sarà di gradimento questo film ,il cui core business è generare interrogativi legati proprio al difficile bilanciamento fra uomo ed evoluzione scientifica.
In “Gattaca”, il domani è già sbilanciato e pende pesantemente dalla parte dell’ingegneria genetica, con tragiche ripercussioni in ambito sociale (Gattaca è un termine di fantasia ma è composto dalle lettere iniziali delle quattro basi azotate che compongono il DNA, l’adenina, la citosina, la timina e la guanina).
La vicenda fa perno su un dualismo che riverbera su tutto il tessuto narrativo: l’uomo e la scienza, Vincent e il suo alter ego, la verità e la menzogna. Contrapposizioni che si rincorrono senza tregua attraverso colpi di scena e improvvisi cambiamenti di punti di vista.
Raffinato ed elegante, il film fa bella mostra anche di azzeccatissime atmosfere che rimandano ad un mondo alienante e distopico.
Lo spettatore più giovane e abituato ad un montaggio più serrato potrebbe soffrire un po’ l’andamento della pellicola che risale ormai a vent’anni fa, ma le performance degli attori, la messa in scena ed una sceneggiatura che risveglia l’appetito mentale, rimediano enormemente a quello che potrebbe apparire un racconto poco scorrevole. Il domani è davvero nelle nostre mani. Ma se le mani le modifichiamo geneticamente, modificheremo inesorabilmente anche il nostro domani?

CREDITS: titolo originale: Gattaca; anno: 1997; durata: 107 minuti; regia, soggeto e sceneggiatura: Andrew Niccol.

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