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AFTER THE DARK: Immaginare il mondo post-apocalittico.

Chiudete gli occhi e immaginate: il mondo è sconvolto dalla guerra nucleare, l’umanità è spacciata, ma voi avete a disposizione un bunker antiatomico in cui rifugiarvi aspettando che il peggio sia passato. Chi portereste al sicuro sottoterra con voi? Chi vorreste al vostro fianco per ricostruire un mondo migliore nell’imminente futuro post-apocalittico? In After the dark un professore di filosofia pone questa “semplice” domanda ai suoi studenti come test finale prima dell’inizio delle vacanze. Non male, eh? Magari capitasse anche nelle nostre scuole…

TRAMA

Alla scuola internazionale di Giacarta il professore di filosofia Zimit sfida i suoi studenti a calarsi in un originale esperimento mentale: se improvvisamente il mondo fosse devastato dalla guerra nucleare e l’umanità non avesse scampo, chi meriterebbe di essere salvato all’interno di un miracoloso bunker sotterraneo? L’esperimento è insidioso perché il bunker può ospitare solo metà della classe e gli studenti devono scegliere quali compagni sarebbero disposti a salvare. Ovviamente la scelta non è guidata dal sentimento ma viene imposto un criterio logico: Zimit assegna una professione casuale a ogni studente ed è su questa base che i ragazzi devono selezionare i candidati più validi per la ricostruzione della società civile nell’ipotetica era post nucleare. Gli ingegneri, ad esempio, sono considerati “utili” per il mondo che verrà, mentre i poeti (e gli artisti in generale) inutili e superflui e così via. La discussione ha inizio ma nessuna scelta è semplice e ogni decisione porta a delle conseguenze indesiderate. Quale sarà la scelta “giusta” per il futuro della specie? E siamo sicuri che i presupposti dell’esperimento siano effettivamente obiettivi e razionali?

RECENSIONE

After the dark parte da un’idea molto intrigante ma poi si perde per strada e chiude con un improbabile finale a sorpresa. Un gran peccato. Gli spunti di riflessione, in ogni caso, non mancano. Innanzitutto l’annosa questione: siamo poi così sicuri che gli artisti siano “inutili” per la società (presente o a venire) e che, in generale, abbia davvero senso distinguere tra professioni utili e superflue? E si può definire un individuo solo in base alle sue competenze giudicandolo, con così pochi elementi, più o meno adatto alla claustrofobica vita in un bunker e addirittura alla ricostruzione di una nuova società? La presunta logica del docente Zimit fa acqua da tutte le parti, e gli studenti (come gli spettatori) non mancheranno di metterne in luce le mancanze scoprendo sotto il velo della fredda razionalità solo del mal celato opportunismo.

Credits: Titolo originale: After the dark -The Philosophers. Durata: 107 min. Anno: 2013. Regia: John Huddles.

Chiara Barone

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