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Recensione: “Sopravvissuti di morte innaturale” di Laura Bressan.

Trama:


“Sopravvissuti di morte innaturale” parla dei rapporti tra le persone in un mondo disattento, della precarietà del contatto con noi stessi, il rischio di perdere chi siamo in un attimo. Cosa succederebbe se tutto ciò che conosciamo, ad un certo punto, esplodesse? E se il mondo, all’improvviso, non avesse più un tempo definito e non avesse più colori, riusciremmo a sopportarlo senza impazzire? Antea e Spike sono fratelli, entrambi Asperger; la loro visione del mondo era differente ancor prima che tutto questo iniziasse. Attraverseranno questo incubo; entreranno nei meandri della loro mente e forse non soltanto, cercheranno di salvarsi e di salvare tutto ciò che pensavano di conoscere così bene. Alla fine, le domande resteranno sempre più delle risposte, o forse no.

Recensione:

Visto che la sinossi anticipa abbastanza quello che troverete all’interno del romanzo, preferisco passare direttamente all’analisi di quanto letto.
Una penna intrisa di misuratezza per narrare sì di un quadro familiare fuori dall’ordinario dove toccherà ad Antea e Spike – fratello e sorella – rivestire il ruolo di improbabili eroi, ma non solo.
In “Sopravvissuti di morte innaturale” – attraverso la vivavoce dei vari personaggi che incontriamo pagina dopo pagina – veniamo a contatto con una realtà profondamente mutata, se da un lato il tasso di criminalità è sceso drasticamente, dall’altro le dinamiche che hanno portato a questo sorprendente risultato hanno compromesso in maniera irrecuperabile la percezione di quanto li circonda, ma anche dei loro stessi ricordi.

[…] la libertà di pensiero non ci ha aiutati a migliorare. Siamo lentamente degenerati fino all’implosione in noi stessi.

La peculiarità del libro sta nella sua intelaiatura stilistica che vede una narrazione frammentata, infatti, oltre alla classica suddivisione per capitoli, troviamo dei brevi brani denominati “Mondo onirico n° —“. Ed è in questi “black-out” che è tangibile quanto in profondità siano stati colpiti i recessi delle coscienze della gente.
L’autrice si focalizza anche sul rapporto tra fratello e sorella. Mette in luce il loro legame capace di andare oltre alle plausibili difficoltà date dalla sindrome di Asperger, sanno che ci saranno sempre l’uno per l’altra e che solo uniti si può fronteggiare e superare qualsiasi ostacolo. Antea è riflessiva e cinica, a volte ambigua ma condivide col fratello quell’essere introversa e tuttavia delicata e tenace allo stesso tempo.

Lui ha sempre pensato questo, che lui e sua sorella siano facce della stessa medaglia, un’anima in due corpi, uno la parte complementare dell’altra.

L’aspetto distopico – soprattutto all’inizio – è sfuggente, sembra quasi che l’intenzione della Bressan sia depistarci proiettandoci in un mondo che sì conosciamo, ma con peculiarità che solo una mente complessa come quella dei due protagonisti può partorire. Seguiamo questi POV separati che convergono progressivamente, infatti, la virata fantascientifica si fa più concreta a metà romanzo, dove con slancio finalmente capiamo cosa si nasconde dietro a quel velo di falsi ricordi, mi piace la definizione usata dall’autrice la chiama: apocalisse degli inconsci.
Un romanzo che ha delle grandi potenzialità, ma che a livello di intreccio sembra mancare di qualcosa. Ho notato – soprattutto nelle battute finali – un’accelerata degli eventi che non compensa l’ambiziosità dell’esposto.
C’è stato un episodio, un po’ splatter, che mi ha ricordato American Psycho all’inizio non avevo compreso il perché di questo repentino cambio di registro, ma riflettendoci si tratta di un espediente sempre volto a sottolineare quanto sia stato devastante l’effetto di questa sorta di manipolazione.
Un romanzo polifonico che descrive una realtà solo all’apparenza rassicurante, perché sono diverse le crepe a turbarne l’equilibrio – primo fra tutti – l’incrinarsi della dimensione spazio-tempo.
Seppur la storia trovi una sua conclusione sono tanti gli interrogativi che restano appesi, si trovano a vivere un periodo di grande incertezza per il futuro che li aspetta.
Una turbinosa riflessione sull’uso e l’abuso della tecnologia, che porta a galla le insidie di uno strumento che – nelle mani sbagliate – può condizionare le menti più fragili e far uscire il lato più oscuro che c’è in noi.

Avete ucciso l’autenticità fingendovi veri e sbandierando falsi sé.

Elisa R

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1 commento

  1. Ciao, grazie per la recensione! Sono l’autrice 🙂
    Volevo aggiungere che sto scrivendo una seconda parte della storia e, appena sarà pronto il nuovo libro, te lo manderò, sperando di migliorare nelle parti che sono sembrate un po’ carenti.
    A presto!
    Laura

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