Il Fatto Distopico

IFD: Quando i film erano solo intrattenimento.

Film catastrofici - MYmovies.it

Ricordo ancora, eh si gli anni passano e inizio a parlare come i vecchi, il senso di incredulità che provavo guardando film catastrofistici. Pellicole come Mad Max, Testament, Twister, o molte altre che per anni ci hanno mostrato un mondo devastato dalla natura e dalla follia umana.

Già, rimpiango quei giorni in cui quegli scenari erano solo una finzione. Ogni giorno nel mondo muoiono più di diecimila persone a causa dell’inquinamento, per aver bevuto acqua contaminata o per aver mangiato prodotti intossicati dal mercurio o da altre sostanze disperse sul terreno o sui mari.

Secondo uno studio, pur mantenendo l’Accordo di Parigi sul clima, entro il 2100 il riscaldamento globale farà salire livello dei mari di oltre due metri. Non sembrano tanti? Considerate che con un innalzamento di questo genere i vostri nipoti andranno al mare sulle spiagge della Bresciane. Citta costiere e intere isole spariranno, e con esse anche migliaia di chilometri di territorio pianeggiante in cui viviamo o che abbiamo destinato alla produzione alimentare. E sì, niente campi, niente cibo.

Mentre un’intera fetta di mondo rischia di diventare il nuove set di Waterworld 2 l’altra metà è vittima della desertificazione, torniamo a Mad Max, o della minaccia nucleare, Ken Shiro, o dei fenomeni atmosferici distruttivi, e qui potete sbizzarrirvi con i film. Vi basti pensare a quello che è recentemente successo in Australia, in California o semplicemente in Italia negli ultimi anni. Il fuoco devasta ogni anno ettari di territorio, le tempeste distruttive sono triplicate dal 1980 a oggi e negli ultimi 20 anni quasi 80% delle montagne ha perso i ghiacciai.

Poi, tanto per gradire possiamo guardare quello che sta succedendo oggi. Siamo dentro Contagion, stiamo girando il seguito. Virus impazziti, o follia umana, stanno mettendo a rischio milioni di persone. Un nemico invisibile che ci rende ogni giorno più deboli.

Per ammalarsi, si deve entrare in contatto con una persona malata o con qualcosa che abbia toccato. Per spaventarsi basta entrare in contatto con una calunnia, con la televisione, con internet.

Appartengo alla Generazione X, sono cresciuto osservando la velocità con cui il mondo è cambiato. Quando ero bambino tutto era lontano, passavo ore a giocare tra i campi con un elastico e qualche sasso, potevo prendere una mela da un albero o dare un bacio senza paura di ammalarmi. Cose che i ragazzini di oggi non capiscono e che presto dimenticheranno.

Quando uscivo ero libero, ero io e il mio mondo. Se volevo parlare con qualcuno dovevo avvicinarmi e guardare la persona negli occhi. Non ero localizzato, non c’erano cookies a tracciare i miei gusti o rapporti digitali a sopperire alla mia timidezza. Non ero dentro a 1984.

Delos

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