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Recensione: “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini.

Bambini nel bosco eBook by Beatrice Masini

TRAMA

C’è un campo, la Base, dove crescono i bambini senza ricordi o memoria. Tra loro c’è un gruppo più vivace, composto da Hana, capo del Guscio, dura e metodica, Dudu, sempre attento e guardingo, Glor, grande e goffo, Cranach, il più lento di tutti, Orla, la più piccola, e infine ZeroSette, l’ultimo arrivato. C’è anche Tom, ma lui appare diverso: si perde in mille pensieri e a volte sente riaffiorare un Coccio, un frammento di vita passata. Un giorno convince i ragazzi a spingersi nel bosco per esplorare il mondo di fuori. Porta con sé un libro di fiabe appena ritrovato, che comincia a leggere ad alta voce suscitando emozioni e curiosità. Ma ben presto nel gruppo si alterneranno rivalità e gelosie, scoperte e amori: tutto seguito da lontano da Jonas, addetto al sistema di controllo del campo, che in realtà ha programmato una fuga. Così, quasi per incanto, quel libro e quella lettura doneranno a ognuno di loro un filo di speranza e gioia. Bambini nel bosco è una storia commovente, sospesa in un limbo spaziale e temporale; è un romanzo poetico, dolente, che scava negli animi dei ragazzi, esplorandone i sentimenti. È un libro per loro, ma anche per gli adulti che li circondano.

RECENSIONE

Oggi vi parlo di un romanzo che ho preso in biblioteca, un testo che ha almeno una decina di anni e che mi ha sorpreso.

Una storia malinconica che ha come protagonisti un gruppo di bambini sopravvissuti alla Bomba, un disastro mondiale che ha spezzato il mondo e ha condannato i piccoli a sopravvivere dentro La Base. Sono l’ultima speranza del genere umano, hanno sulle spalle il peso della ripopolazione e un futuro fatto di grigia tristezza.

Trattati come animali da riproduzione, come creature che vanno cresciute ma non amate, i bambini riempiono la storia con le loro voci acute nel silenzio della freddezza. Sono creature indifese, spesso ignare di cosa sta accadendo, incapaci di affrontare una realtà che fa più male dell’abbandono.

«Ma noi di chi siamo?»
«Come di chi siamo?» ripeté Tom, fissandola.
«Insomma, dentro le storie succedono delle cose. Ci sono dei bambini, e sono sempre di qualcuno.
Della loro mamma, del papà. Magari del re e della regina. O dell’Orco che li tiene come schiavi e li vuole mangiare. Perché noi non siamo di nessuno?»
Tom sospirò. «Noi non siamo dentro una storia. Noi siamo dentro un bosco. Noi siamo i bambini nel bosco.»

Non hanno niente, almeno fino al giorno in in cui non trovano un vecchio libro di fiabe. Un testo sacro che li ispira, che gli permette di prendere coraggio e uscire dalla gabbia in cui sono rinchiusi.

Bambini nel bosco è una fiaba triste, che richiama molto i grandi classici della distopia. Nonostante sia stato scritto per rivolgersi a un pubblico di giovanissimi, almeno credo, è una bella lettura.

Non è perfetto. Alcune parti sembrano troppo radiocomandate per arrivare alla frase o alla scena portante del capitolo. In alcuni momenti la storia perde vigore e alcuni dei personaggi si confondono, ma resta comunque una lettura interessante.

Ci ricorda quanto le nostre azioni facciano male ai più indifesi, quanto l’amore sia importante e che il futuro non possiamo costruirlo in un allevamento. È un’avventura dolce e salata, un romanzo forte che passa attraverso l’innocenza infantile.

A presto.

Delos

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