Il Fatto Distopico

IFD: Per un pugno di dollari.

Chiunque può aprire un canale YouTube. È un’attività impegnativa che porta alla ricerca continua di contenuti interessanti da proporre al pubblico, altrimenti si rischia di essere ignorati, dimenticati, perché la scelta è vasta. Bisogna distinguersi.
Per questo si cercano gli stratagemmi in modo da spiccare sugli altri, si perpetrano gli schemi che danno risultati in termini di visualizzazioni, si ascoltano le idee che piacciono, usando come limite la propria moralità, sommata a quella imposta da You Tube stesso.
Lo schema è semplice se lo riassumiamo in questo modo, ma nella realtà cosa significa?
Che la sfida è costante, e l’asticella si alza. Quanto? Qui inizia il problema.
Cosa si è disposti a fare per qualche like in più?
E cosa succede se chi progetta i video ha un’etica dubbia già di suo, senza bisogno di provocazioni?
Ecco. Accade questo.

Stas Reeflay, al secolo Stanislav Reshetnikov, è un gamer russo noto tra i suoi followers per essere un personaggio violento, in particolar modo nei confronti della compagna, Valentina Grigoryeva.
Come succede molto spesso, soprattutto tra chi crea video che trattano di videogiochi, Stas ha iniziato a fare streaming di frequente, cosa che ha messo ancora di più in evidenza i maltrattamenti verso la sua ragazza.
Questo gli ha dato dei problemi?
No, anzi. Uno degli utenti, osservando l’indole dello youtuber, ha deciso di sfidarlo, offrendogli 1000 dollari per torturare Valentina in diretta. E il videomaker ha accettato.
Così ha deciso di far uscire la fidanzata, incinta, sul balcone.
Così ha deciso di chiuderla fuori, per puro ludibrio.
Così l’ha guardata, insieme a non so quante altre persone, morire assiderata. Lei e il bambino che portava in grembo. Suo figlio.
Sempre così ha Stas ha riportato il corpo esanime della donna in casa, sbeffeggiandola, continuando a giocare col suo pubblico, arrivando a strillarle “caspita, sembri morta!”, senza preoccuparsi della sua incoscienza.

Stanislav Reshetnikov ha ucciso Valentina Grigoryeva per 1000 dollari, davanti ai suoi followers, e rischia dai 2 anni, per aver mostrato la morte della donna in diretta, ai 15, per omicidio colposo. Quanti ne meriterebbe davvero non riesco a pensarlo.

Piuttosto ragiono sul fatto che, ancora una volta, non c’è stato nessuno che si sia preoccupato delle sorti di questa ragazza. Non lo ha fatto l’uomo che dichiarava di amarla, non lo hanno fatto le persone che li guardavano regolarmente, o anche solo in quella diretta. Non lo ha fatto You Tube stessa, pare, che ha continuato a permettergli di esibire quei comportamenti.
Insomma, si potrebbe andare avanti a cercare altri responsabili, oltre a Stanislav, ma la realtà è che, ancora una volta, nessuno ha avuto cura.

Michela

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