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Recensione: “La vita oltre il plexiglas” di Dave Given.

Autore Dave Given
TRAMA: L’alba a Napoli non è più la stessa. I cornetti caldi, il via vai delle auto e le luci della città sono lontani ricordi. Eppure Gaia preferisce l’assenza di vita al rientrare a casa. Dopo quattordici anni, il perfetto nido d’amore con Matteo ha infatti le sembianze di una prigione. È da tempo che Gaia non sopporta più di viaggiare restando tra quattro mura, di relazionarsi con robot più che con persone, di dover aspettare il permesso per uscire di casa. Per questo ha deciso di rischiare. Una notte, una sola notte da vivere e poi archiviare. Non immagina che, da quel momento in poi, tutto cambierà e che non riuscirà a dimenticare gli occhi di ghiaccio di Andrea, né a liberarsi di lui. L’arrivo di un misterioso biglietto innescherà una serie di eventi fuori controllo. Sarà spinta alla ricerca di documenti che possono porre fine alla condanna all’isolamento. Ma Gaia cercherà soprattutto di riappropriarsi della sua vita, oltre una finestra di plexiglas.

RECENSIONE:

La vita oltre il plexiglas ci racconta una storia che si svolge molti anni e parecchi lockdown dopo quello che abbiamo vissuto nel 2020. Ciò che ci è successo è stato un trauma per molti, e qualcuno di noi ne porta ancora le cicatrici, che si sono scavate un bel posticino nell’anima.

La storia di questo libro nasce un po’ da queste cicatrici e dalle riflessioni che ne scaturiscono. Siamo davvero pronti a vivere con noi stessi? A farci bastare lo spazio della nostra casa? Ci bastano le cose che abbiamo accumulato negli anni a farci compagnia? Magari la casa in cui viviamo è quella dei nostri sogni, e allora perché sentiamo il bisogno di uscire fuori? E la persona con cui abbiamo scelto di vivere è davvero la persona giusta? Che cos’è la libertà? Cosa vuol dire davvero libertà?

Ecco, questi sono i quesiti che nascono e muoiono tra le pagine del libro, attraverso le vicende che vedono la protagonista perdersi e cercarsi in un mondo virtuale dai confini molto, troppo indefiniti, muoversi nella realtà che forse non è più tanto familiare, anche se la conosce come le sue tasche.

Il genere di questo libro è la distopia, ma intinta nel romance, un genere che non leggo, ma nonostante ciò ho apprezzato l’idea dell’autore e il suo coraggio nel raccontare un evento difficile, e tra l’altro non ancora conclusosi, proiettandolo nel futuro, a risuonare un po’ come un monito per tutti noi.

Che cosa vuole dirci l’autore? Ognuno tragga le proprie conclusioni dopo aver letto La vita oltre il plexiglas.

Yali

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