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Dietro l’angolo: “CavolQuest” di Giacomo Bernini, Stefano Cappanari, Roberto Gerilli.

CavolQuest

TRAMA

Attenzione, questa è la tua avventura! Sarai artefice del tuo destino e dovrai vedertela con nemici decisi a farti la pelle. Emozionante, non trovi? Avrai a disposizione centinaia di strade, ma solo due finali ti permetteranno di raggiungere la gloria. Cosa? Troppo difficile? Avvicinati, ti svelo un segreto. Ma non dirlo a nessuno, intesi? Qui barare è lecito. Aspetti questo giorno da tutta la vita. Stai per partire per la tua prima avventura. Agi, ricchezze e titoli nobiliari ti aspettano alla fine del viaggio. Per raggiungerli devi solo scegliere la tua missione, assoldare la tua compagnia e salvare il regno di Solis da… be’ questo lo saprai quando sarà il momento. Non vorrai mica degli spoiler, giusto? Come dici? Pensi che questo sia un librogame fantasy come tanti? I soliti mostri, la solita quest, i soliti personaggi, le solite regole, la solita lunghissima e noiosissima scheda del personaggio? No, allora non hai capito. Questo non è un librogame fantasy! Questo è un librogame del cavolo!

RECENSIONE

Dire che CavolQuest, edito da Plesio, sia un librogame non è esatto. Lo definirei un romanzo interattivo, un’avventura in cui il lettore può realmente decidere che strada prendere.

Simpatico, citazionistico e irriverente verso molti punti cardine della cultura nerd, il testo trascina il lettore in una lunga storia facendogli indossare gli improbabili panni di Prudenzio Guardapolli. Un avventuriero, uno sfigato che sembra inciampare continuamente in momenti comici, un personaggio capace di dire sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato.

Oltre a una borbottante spada parlate, il nostro eroe verrà affiancato da tre collaboratori, tre compagni d’avventura più improbabili di lui. Un elfo sovrappeso, un orco che non ama menare le mani e una sacerdotessa con manie di suicidio… Un gruppo che a solo vederlo vien da ridere, già restare vivi abbastanza da uscire dal Borgo è un successo.

Come dicevo non si tratta di un vero librogame, i binari della storia sono abbastanza rigidi e le regole di gioco sono ridotte al minimo per non appesantire la lettura, che resta il punto forte del prodotto.

La cosa che mi mi è piaciuta, da vecchio nerd, sono le numerose citazioni che spaziano dal classico D&D (e solo chi ci ha giocato potrà capire l’ossessione del protagonista per Palla di Fuoco) a riferimenti cinematografici che sembrano usciti da una puntata di The Big Bang Theory.

Che dire? Erano anni che non leggevo un librogame, dai lontani tempi di Lupo Solitario, e mi sono divertito con CavolQuest. Un bel regalo da fare al vostro amico nerd.

A presto

Delos

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