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Recensione: “Lady Chevy” di John Woods, traduzione di Michele Martino.

Lady Chevy - John Woods - Libro - NN Editore - | IBS

TRAMA

Amy Wirkner ha diciotto anni e tutta la vita davanti: intelligente e determinata, vuole andare al college e diventare una veterinaria, per lasciarsi alle spalle i bulli, che la chiamano Lady Chevy per il suo fondoschiena massiccio come una Chevrolet, e i suoi genitori, eredi di un retaggio culturale razzista e responsabili di pessime scelte. Come molti altri cittadini di Barnesville, Ohio, i Wirkner hanno infatti venduto i diritti di estrazione mineraria delle proprie terre alla Demont, che sta avvelenando l’acqua e gli abitanti, incluso il fratellino di Amy. Una notte, alla porta di Lady Chevy bussa Paul, il ragazzo di cui lei è innamorata, che vuole far saltare in aria una cisterna della Demont. Amy si lascia coinvolgere e dovrà fare i conti con un omicidio spietato, un assillante senso di colpa, e con l’enigmatico agente Hastings. Intrecciando toni noir e atmosfere di horror quotidiano, John Woods racconta un’America violenta e maltrattata, devastata da irrimediabili ambiguità morali. E ci regala Lady Chevy, una protagonista indimenticabile, che non ha paura del mostro nascosto nella sua anima ed è pronta a liberarlo pur di conquistare il cielo aperto del futuro.

RECENSIONE

Amy è una ragazza di 18 anni che vive in una piccola città dell’Ohio, vicino alla Virginia. Ingabbiata in un corpo che non le appartiene, che la protegge come un’armatura di carne, Amy è da sempre vittima dei bulli. Grossa, lenta e con un fondoschiena enorme, viene soprannominata dai ragazzi del paese Lady Chevy, come le vecchie Chervolet dal grande bagagliaio.

Amy è una ragazza fragile, figlia di una cultura che le va stretta e che rischia di distruggere tutto quello che conosce. Una debolezza nata dall’ignoranza di chi le sta attorno, che lei combatte con grinta e con una voglia di libertà che le da la forza di superare ogni difficoltà. Sveglia e animata dal sogno di andare al college per diventare veterinaria, si troverà coinvolta in una serie di eventi che metteranno in dubbio ogni momento.

Lady Chevy è una storia narrata attraverso lo sguardo commovente di Amy e quello severo dell’agente Husting, è un romanzo che ha come vero protagonista il mondo in cui si svolgono le vicende. Una cittadina devastata dalla crisi produttiva, vittima della droga e dell’alcool. Una popolazione avvelenata dal razzismo, dall’ignoranza e dalla violenza.

“I buoni vestono di nero”. Una frase scritta su un cartellone a Wheeling, sotto l’immagine di un prete e di un agente di polizia.

Il “nonno” è la figura più emblematica dell’ambientazione e nella narrazione collettiva. Un uomo che rappresenta tutto ciò che Amy ha visto e assimilato per anni senza comprenderlo, è lo spirito incarnato della città.

Nelle foto in cui è più piccola, è in piedi davanti a una croce in fiamme insieme a zia Emily e nonno Shoemaker, che tiene in mano il cappuccio rosso appuntito come fosse la pelle sanguinante di un animale. Nel ruolo di padre, il suo viso ha la fredda severità della guardia di un campo di sterminio.

Lady Chevy è una romanzo che trasuda violenza, ignoranza e un senso di oppressione insostenibile. La storia principale, la trama che porterà Amy a lottare per liberarsi, perde forza sotto la pressione del background in cui è ambientata.

John Woods ha scritto una critica all’America, ha dato uno schiaffo a coloro che vivono nel passato e ci si aggrappano con la forza della violenza. Ha tirato fuori il peggio e lo ha mostrato senza paura di puntare il dito contro un sistema che si dimentica i più deboli.

Accurato, crudo e destabilizzante nei momenti in cui l’odio viene accettato come parte della vita. Lady Chevy è un testo forte, con due strati di lettura e un’impronta emotiva difficile da contestualizzare.

Come puoi odiare tutti? Come fai a vincere quando “il cattivo” è tutto ciò che ti circonda?

A presto.

Delos

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