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Recensione: “Legend Dokudami. Il vagabondo di Tokyo” di Takashi Fukutani.

TRAMA

Legend Dokudami narra la vita quotidiana di Yoshio, che vive in una stanza minuscola in un affittacamere a Tokyo con bagno in comune, sbarcando il lunario come operaio edile. Un ritratto semi-autobiografico graffiante e ironico di chi vive ai margini del Giappone del boom economico degli anni Ottanta.

RECENSIONE

Mi è capitato tra le mani questo fumetto quasi per caso e alla fine ho deciso di parlarvene. Legend Dokudami, edito da Dynit Manga nel 2020, è una graphic novel che tratta con ironia delle tematiche importanti.

Disegnato in maniera semplice, al limite dell’essenziale, è caratterizzato da un tratto molto anni ottanta che concentra l’occhio sulla tavola senza preoccuparsi dei dettagli.

Legend Dokudami - Il Vagabondo di Tokyo (Manga) | AnimeClick.it
come sempre vi propongo delle immagini di repertorio, non so fare le scansioni 🙂

Il protagonista è un uomo che vive ai margini della società, perennemente senza soldi e in cerca di un po’ di fortuna che non sembra voler arrivare. Costretto a vivere in una stanza microscopica, sporca e priva di qualsiasi comfort, Yoshio cerca di vivere in una Tokyo troppo feroce per quelli come lui.

Attraverso una narrazione ironica e vagamente grottesca, Takashi Fukutani ci mostra l’emarginazione della povertà in una delle megalopoli più grandi del mondo. Dalle pagine, nascosta dietro le vicende tragicomiche del protagonista, emerge la difficoltà di collocarsi in una realtà che non ha tempo di capirci, di aspettare chi non riesce a stare al passo.

Tokyo è un mostro in cui vivono milioni di parassiti, un collettivo di entità affamate che non si fanno problemi a deridere la diversità, a umiliare i deboli e a mangiare chi non ha la forza di reagire.

Come tutte le cose inaspettate, ho trovato Legend Dokudami più interessante di quanto credessi sfogliando le prime pagine. I sorrisi si sono trasformati in smorfie quando ho iniziato a capire cosa ci fosse dietro alla miseria che si accanisce su Yoshio. Credo che sia un bell’esempio di distopia sociale, offre qualche attimo di riflessione a chi ha voglia di spendere qualche istante a ragionare sulla totalità della vicenda e non sui singoli casi narrati.

A presto

Delos

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