Recensioni

Recensione del racconto lungo: “Carne o ferro” di D. Mortellaro.

Buongiorno a tutti e tutte!

Oggi vi volevo proporre la recensione di un racconto lungo parecchio controverso, pubblicato per la Delos Digital dell’autore Domenico Mortellaro dal titolo: “Carne o ferro”. Controverso perché? Mi ha completamente destabilizzata. Una penna quella di Mortellaro sicuramente valida ma che non mi ha conquistata sino in fondo. Vi spiegherò la motivazione di queste mie dichiarazioni, intanto la TRAMA:

Carne o ferro: tutto, purché si rivenda. La miliziana Anja sta per iniziare una nuova vita, chiudendo finalmente con il lavoro di macelleria e la vita negli slums per trasferirsi dietro una confortevole scrivania. Ma il giorno prima del grande cambio, Anja accetta un ultimo incarico da free-lance: dovrà fare da scorta a un fotografo idealista che intende addentrarsi giù, nei settori più infami della città, per documentare la vita dei Randagi e lo smercio turpe e ormai normale dei corpi di scarto. E proprio nel Settore H si sono perse le tracce di una misteriosa ragazza, scomparsa dalla sua vita dorata, che in molti stanno cercando…

RECENSIONE:

In questo racconto lungo, l’autore trascina il lettore in una metropoli del futuro, nella quale il progresso e le innovazioni tecnologiche la fanno da padrona, da un lato e dall’altro, per sopravvivere i cittadini commerciano rifiuti dai quali ricavano pezzi meccanici che possono essere riutilizzati. Da ciò nasce la speranza di ottenere denaro sufficiente a garantire agli individui coinvolti un tenore di vita migliore. Lo stesso obbiettivo lo raggiunge Anya che, dopo una vita trascorsa nei servizi dediti alla sicurezza, si ritrova finalmente ad abbandonare per sempre questa vita per godersi i privilegi tanto agognati. Prima di congedarsi definitivamente deve svolgere ancora un incarico: condurre un giornalista all’interno di una discarica per documentarne i macabri rituali e gli orrori che si svolgono al suo interno. Insieme a questa, deve trovare una giovane donna misteriosamente dispersa.

La lettura del racconto, inizialmente, non è stata semplice. Lo scrittore non è riuscito a catturare completamente il mio interesse. Le vicende narrate non scorrevano anche se potenzialmente valide. Così ho deciso di rileggerlo, perché, mannaggia non riuscivo a rassegnarmi all’idea di non averlo apprezzato e compreso nonostante l’evidente validità delle tematiche trattate. Lo stile dell’autore non sempre è fluidissimo e la presenza, inoltre, di alcune apparecchiature senza la loro spiegazione non aiuta, tuttavia, Mortellaro dimostra ottime capacità. Complessivamente, il racconto mi è piaciuto, ma sotto alcuni aspetti mi ha lasciata un po’ perplessa. Un buon lavoro ma non eccellente e leggermente confusionario. Molto curate le descrizioni, raccapriccianti al punto giusto. Dietro al testo si denota la padronanza delle tematiche esposte. Una lettura sconvolgente che apre gli occhi al lettore dinnanzi al marcio che il mondo ha in sé. Da leggere, a mio avviso, con attenzione.

Valentina Meana

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