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Recensione: “Mindlag” di Giorgio Borroni.

Salve gentaccia distopica! Pronti per una nuova connessione? Oggi parliamo di questo piccolo capolavoro uscito sulla collana gestita dalla scrittrice Alda Teodorani (Catbooks edizioni). Passiamo subito al copia e incolla della trama. A voi, Mindlag di Giorgio Borroni:

Bog è un impiegato di basso livello e ha un serio problema di dipendenza: si è fatto impiantare uno smarthole nella nuca per potersi connettere al Pervernet. Nella realtà virtuale non è certo obbligato a indossare un grigio completo da ufficio, infatti lì anche un uomo ordinario come lui può assumere le sembianze di esseri mostruosi per accoppiarsi selvaggiamente con la sua mistress: Domina Strix. Per questa donna misteriosa, Bog ha speso ormai una fortuna, pur rendendosi conto che le cose stanno per precipitare, perché il suo capo, il temibile Haβ, sta per accorgersi del poco innocente passatempo praticato dal suo sottoposto, e chi ha certi vizietti è di solito punito con un “ban” dall’azienda. Come se non bastasse, l’abbonamento al corpo virtuale che Bog utilizza nelle connessioni è in scadenza, e difficilmente potrà permettersene un altro, viste le difficoltà finanziarie in cui naviga. Infine, mettiamoci pure che il nostro sventurato drogato di cybersesso sta pagando il conto delle sue smodate connessioni con la propria salute: i Mindlag, così si chiamano i vuoti di memoria, sono sempre più frequenti e l’uomo sta perdendo importanti tasselli della giornata. Deciso a tornare a casa dopo un estenuante turno di lavoro e concedersi una connessione, Bog però si ritrova a dover dare un passaggio proprio ad Haβ, di cui sente sempre più il fetido fiato sul collo. Riuscirà il nostro “antieroe” a portare il superiore a destinazione nonostante i suoi Mindlag e a non farsi scoprire? Ce la farà a essere umiliato sessualmente, forse per l’ultima volta, dalla sua Domina Strix?
Cosa troverete in Mindlag? Questo romanzo breve di genere cyberpunk vi trascinerà in una città demolita da robot giganti in nome del buon gusto, nostalgici ricordi di gioventù del suo sfortunato protagonista che appassiscono in un mondo distopico e grigio. Non vi basta? Ci saranno anche battaglie di haiku fra gang di artistoidi, lotte contro il tempo, insidiosi imprevisti e perversioni clandestine dei più oscuri antri virtuali.
Lasciatevi sedurre da questa tragicommedia dalla goliardia punk messa in scena su uno sfondo dalla tecnologia cyber, ma occhio ai Mindlag, arrivano quando meno ve l’aspettate!
Per alcune situazioni narrate, quest’opera è adatta a un pubblico maturo.

Ecco, dopo questa presentazione, io non ho più molto da dire. Racconto lungo (o romanzo breve) scritto davvero molto bene. I personaggi sono pochi ma ben disegnati che si muovono in questa sorta di ristrutturazione del mondo, dove il movimento Me-nimal sta prendendo il sopravvento su tutto.
Abbiamo gli Alfa che sono al comando – Haβ è uno di loro – e abbiamo i Beta – come il nostro protagonista Bog – che devono stare attenti a rispettare un’etichetta rigida e priva di interpretazioni. Un esempio banale tra i tanti è il taglio dei capelli, che non devono essere più lunghi di una certa misura.

Bog cerca di stare tra le righe e di non sgarrare (ban dall’azienda altrimenti) anche per nascondere la sua dipendenza di connettersi al Pervenet. In questa realtà virtuale Bog ama farsi sottomettere dalla sua padrona, Domina Strinx. Ma questo lo avete letto anche nel copia e incolla.
Altro elemento degno di attenzione è la storia più recente di questo mondo: prima che il movimento Me-nimal prevalesse e si imponesse su tutto, sembra che ci fossero altri due movimenti in conflitto tra loro, il humorpop e il melancotech; un conflitto quasi scherzoso, a mio avviso, almeno è questa l’impressione che mi ha dato l’autore.

Il messaggio mi sembra chiaro anche dalla trama: l’oppressione del lavoro, ma anche l’eliminazione della libertà di espressione o di agire. Quest’ultima parte forse è solo una mia interpretazione, soprattutto grazie alla transazione di Bog dall’humorpop al Me-nimal. Dagli haiku alle regole rigide dell’azienda.

Tutta la storia si svolge praticamente durante il viaggio dall’azienda al Me-nimal Plaza, la destinazione dell’Alfa a cui Bog deve dare un passaggio, viaggio carico di tensione creata dal segreto che il protagonista cerca di mantenere e dal provare ad apparire come il movimento Me-nimal impone ai Beta. I vari eventi del passato vengono risolti con flashback abilmente piazzati.

Una lettura molto piacevole, una storia che, come già detto, reputo un piccolo capolavoro. Sessanta pagine circa di un viaggio su una treruote dove due uomini parlano: cosa sarà mai? Be’, vi assicuro che è molto.

Alex Coman

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