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Recensione: “The Road”.

The Road - Film (2009) - MYmovies.it

RECENSIONE

Tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, The Road trascina lo spettatore in un futuro post apocalittico in cui tutto sta morendo. In cui il gelo sta lentamente intrappolando la Terra.

La civiltà è caduta, gli esseri umani sono diventati cannibali e non ci sono speranze per il futuro.

Un padre tenta disperatamente di far sopravvivere il figlio, di proteggerlo dalla follia che li circonda. Non gli nasconde l’orrore, non tenta di mitigare la morte che li circonda, cerca di insegnargli a discernere tra bene e male. Vuole che impari a cavarsela, che sappia brandire una pistola se necessario, ma senza mai cadere nella bestialità di nutrirsi dei propri simili.

The Road: Viggo Mortensen e l'arte di essere padre

Dal trucco alla fotografia, il film è curato in ogni dettaglio. Il contrasto degli occhi del bambino, della luce di bontà che risplende in essi, emerge con prepotenza sotto il grigiore del mondo che li circonda.

Recitato magistralmente, teniamo presente che buona parte del film pesa sulle spalle di Viggo Mortensen e del giovanissimo Kodi Smit-McPhee, trascina lo spettatore in un lento calvario. Seppur non velocissimo, The Road riesce a mantenere alta l’attenzione attraverso piccoli dettagli, riflessioni e attimi di tensione.

Una storia forte, intima e inquietante. Una storia di coraggio e di pura pazzia, in cui l’idea di un padre che spiega al figlio come spararsi in bocca terrorizza di più de cannibali che si aggirano in cerca di prede.

Il film segue abbastanza fedelmente il romanzo da cui è stato tratto, paga solamente lo scotto di non riuscire a creare quel senso d’oppressione che emerge dalle pagine del libro. A parte questo, che sicuramente è una mia impressione, il regista John Hillcoat non si è preso grosse libertà, è rimasto fedele al testo e al messaggio che ne emerge.

Se non lo avete visto vi consiglio di andare a recuperarlo.

A presto

Delos

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