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Recensione: “Jin-Roh – Uomini e lupi” di Hiroyuki Okiura.

Jin-Roh - Uomini e lupi (1999) - Trama, Citazioni, Cast e...

TRAMA

In una grigia e corrosiva realtà parallela, Tokyo è stretta nella morsa della crisi economica e delle agitazioni politiche. Gli agenti della DIME, il corpo speciale della Divisione di Pubblica Sicurezza Metropolitana, soprannominati Kerberos per lo stemma del cane infernale a tre teste che portano sulle loro lugubri armature/divise, sono al termine del loro mandato. Ma prima, devono portare a termine l’ultima missione: reprimere anche l’ultimo nucleo di terrorismo urbano. Uno di loro, Kazuki Fuse entrerà in crisi dopo aver assistito al suicidio per detonazione esplosiva di una giovane “cappuccetto rosso” (corriere delle cellule terroristiche). Stretto fra la lotta politica e la sua sopravvivenza, dovrà decidere quale posizione prendere, ma l’amicizia che nascerà con Kei, la sorella della ragazza suicida lo porterà a conseguenze tragiche. Sottostare agli ordini del potere, diventando uno dei tanti lupi del branco, o restare un essere umano?

RECENSIONE

Jin-Roh è un film d’animazione del 1999, diretto da Hiroyuki Okiura (Record od Lodoss War – Una lettera per Momo) e ispirato alla Kerberos saga di Mamoru Oshii.

In un Giappone degli anni sessanta, fortemente militarizzato e spezzato dall’ombra di un terrorismo che si batte per le libertà, Jin-Roh narra le vicende di Fuse, un soldato scelto dell’unità Kerberos.

I Kerberso sono un’unità speciale al di sopra della legge, soldati pesantemente armati che combattono il terrorismo con violenza. Addestrati ad agire come un branco di cani, ad attaccare e a obbedire ciecamente, abbattono ogni resistenza in nome di una pace che non sembra perseguibile.

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Attraverso una lunga rivisitazione di Cappuccetto Rosso, la trama si dipana in una tragica parabola in cui tutti possono essere traditi o traditori. Il bene e il male assoluto non esistono, ci sono solo sfumature che si piegano ai giochi di potere e al dolore che gli esseri umani portano nel cuore.

Ore-sama: JIN-ROH, uomini e lupi

Realizzata con un stile realistico, la storia ha un grosso impatto emotivo. Si fatica a odiare il Lupo e non si riesce ad amare Cappuccetto Rosso, entrambi fanno ciò che credono giusto e giocano le loro carte con il dolore di dover fare una scelta.

I riferimenti narrativi all’interno dell’opera sono moltissimi, vi lascio il piacere di scoprirli, personalmente ho molto apprezzato lo sguardo neutrale che ha saputo dare il regista. Okiura non patteggia per nessuna delle pedine in gioco, non mostra compiacimento se una delle fazioni infligge un colpo al nemico e non ha pietà di mostrare clemenza verso chi non merita la morte. Ci mostra semplicemente ciò che accade, come se fosse un documentario atto a preservare un momento tragico della storia.

Jin-Roh è sicuramente un lungometraggio che richiede la voglia di essere visto. Molte parti sono lente e riflessive, non scorre veloce e non lo si può guardare distrattamente. Ha il grande pregio di essere intenso, soprattutto quando si inizia a vedere il quadro d’insieme della storia. Forse non entusiasmerà tutti, ma credo che sia una di quelle opere da guardare.

A presto.

Delos

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