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Recensione: “Il pittore di ragnatele” di E. Tabacco.

Buongiorno distopici!

Oggi ho il piacere di presentarvi la recensione di un altro racconto presente nella raccolta “Dystopica” della casa editrice Delos Digital. Questo che vi presentiamo oggi si intitola: “il pittore di ragnatele” che, ci conduce in un paese circondato da un bosco completamente cristallizzato. Un racconto che concentra l’attenzione del lettore su tematiche importanti come l’ambiente, l’ecoterrorismo e la ricerca scientifica che li riguarda, il tutto condito da sana azione e un pò di mistero. Ma iniziamo dalla TRAMA:

Un disastro ecologico ha devastato un’intera area. Ettari di terreno si sono fusi, gli alberi si sono vetrificati e la vita è scomparsa in un battito di ciglia. Alter, un amministrativo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, si deve recare nell’ultimo avamposto umano per comunicare che le sovvenzioni per studiare il disastro sono state sospese. Quello che doveva essere un compito noioso, giusto il tempo di dare la brutta notizia e tornarsene a casa, lo trascina nel mezzo di un mistero che nessuno ha mai voluto svelare.

RECENSIONE:

Tutto ha inizio quando Alter, un amministrativo del CNR ( Centro Nazionale Ricerca) viene inviato nel centro di ricerca con base il paese dove ha avuto luogo un fenomeno eccezionale: la foresta che lo circonda si è inspiegabilmente cristallizzata in seguito alla proliferazione di un parassita. Come è possibile che sia avvenuto questo processo? Un team di scienziati e ricercatori è stato inviato sul posto per indagare senza, nonostante i mesi trascorsi, a raggiungere una valida conclusione. I fondi per proseguire le ricerche sono finiti e spetta ad Alter darne comunicazione ai responsabili. A questo punto il nostro protagonista entra, inaspettatamente, in una serie di circostanze che ne cambieranno radicalmente l’esistenza. Siete pronti a conoscere il pittore di ragnatele ed a farvi imprigionare nella sua trama?

Il racconto mi è piaciuto abbastanza anche se a tratti ho trovato la narrazione un po’ confusa. La scrittrice ha saputo, complessivamente, tenere viva l’attenzione del lettore con diverse rivelazioni e costanti colpi di scena. Le tematiche trattate non propriamente distopiche, proiettano l’attenzione verso problematiche riguardanti l’ecosistema, il suo sfruttamento contrapposto alla sua difesa. Il lettore coinvolto nelle vicende narrate si trova, inevitabilmente, a fare il tifo per uno o per l’altro personaggio. Buona l’analisi e la descrizione dei personaggi. Spettacolare quella scenica. Originale l’idea, lo stile è sufficientemente fluido.

Un racconto con ottime argomentazioni, ben sviluppate, ma che non mi ha convinta sino in fondo, un po’ per le aspettative iniziali e un pò per l’epilogo. Comunque, consigliato.

Valentina Meana

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