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Recensione: “Greenland”.

Bentrovati distopici!

La vostra regione è rossa? Arancione o gialla? Non importa il colore, tanto da un anno a questa parte la nostra vita è cambiata radicalmente. Per questo lo staff di “Leggere distopico” cerca sempre di aggiornarvi sulle ultime uscite, sia in campo letterario che cinematografico. Per quanto riguarda il secondo aspetto, viene curato dal nostro super esperto Riccardo Muzi, che, ogni tanto mi cede il posto ( avviso di pensione? Esaurimento? Nooo è solo gentile!!!). Oggi, infatti, sono qui per proporvi la recensione di un film che per le tematiche proposte ha attirato la nostra attenzione. Si tratta di “Greenland” con Gerard Butler. Il film è distribuito sia da Sky che dalla piattaforma Now che riprende alcuni contenuti di quest’ultimo.

TRAMA:

Un ingegnere edile in crisi con la moglie torna a casa per la festa del figlio e cerca di riconquistare la compagna ma lei, pur apprezzandolo come padre, rimane fredda verso il marito. Nel mentre una cometa si avvicina alla Terra e l’uomo è raggiunto da un’allerta presidenziale al telefono, che gli dice di recarsi presso un aeroporto militare con la famiglia. La festa del bambino viene così interrotta, i vicini si allarmano per non aver ricevuto la stessa allerta e la Florida viene colpita e devastata da un frammento della meteora, grande come uno stadio da baseball. Arrivare all’aeroporto militare non sarà però facile e a complicare ulteriormente le cose c’è la condizione diabetica del figlio…

RECENSIONE:

Il film complessivamente, mi è piaciuto. Diciamo che, non è il classico filmone apocalittico americano. Gli effetti visivi ci sono ma non dominano la scena, piuttosto la accompagnano arricchendola. Questo particolare è ciò che mi ha fatto maggiormente apprezzare la pellicola. Finalmente un film che analizza i sentimenti e non si fonda unicamente sugli effetti visivi. Non è un capolavoro, presenta numerose incongruenze e difetti, ma funziona. Funziona perché mostra allo spettatore ciò che ognuno di noi potrebbe provare in caso di un imminente disastro. Insomma un film estremamente “umano”, che punta i riflettori sul significato di appartenenza e su quello più specifico di famiglia. Curato, inoltre, l’aspetto scenografico, gli effetti speciali ci sono e si vedono. Tutto posato e per niente eccessivo. La trama regge, un mix adrenalinico ma sapientemente dosato. Un bel film, da guardare senza troppe aspettative.

Valentina Meana

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