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Recensione del libro: “L’anomalia” di H. Le Tellier.

TRAMA :

Nel marzo 2021, un Boeing 787 di Air France in volo da Parigi a New York incappa in una grande turbolenza prima di atterrare. Tre mesi dopo lo stesso aereo, con gli stessi passeggeri e un identico equipaggio, ricontatta i controllori di volo dell’aeroporto JFK. L’inspiegabile duplicazione preoccupa CIA, FBI e gli alti comandi dell’esercito, che dirottano l’aereo in una base militare. Le indagini degli Stati Uniti e delle altre potenze scatenano una caccia all’uomo planetaria per rintracciare i misteriosi doppi di tutte le persone a bordo. Ma durante quei tre mesi fatali, le vite di alcuni di loro sono cambiate per sempre: chi ha combattuto un male incurabile, chi ha raggiunto il successo soltanto dopo un gesto estremo, chi ha trovato l’amore e chi si è lasciato per sempre, chi ha finalmente affrontato le sue bugie. Tutti credevano di avere una vita segreta. Nessuno immaginava fino a che punto fosse vero.

RECENSIONE :

L’anomalia, edito da La Nave di Teseo, è un romanzo che ha creato molto scalpore e che ha diviso i lettori.

Ambientato ai giorni nostri, racconta di un evento tanto unico quando già noto agli appassionati del fantastico. Un Boing della Air France compare improvvisamente sui radar e chiede assistenza alla torre di controllo, lo stesso aereo che tre mesi prima era già transitato su quella rotta, e con a bordo gli stessi passeggeri. Un’anomalia temporale ha creato un doppione dell’aereo e di tutto il suo equipaggio, portandolo tre mesi nel futuro.

All’inizio non è stato semplice entrare nella storia. I primi capitoli servono a presentare i personaggi, che non sono pochi, e a preparare l’atmosfera per l’elemento scatenate che da vita a tutta la storia. Ogni protagonista è ben delineato e viene presentato nel suo mondo ordinario grazie a una narrazione scorrevole, a tratti quasi didascalica, e ben caratterizzata.

Servono molte pagine prima di iniziare a vedere il fulcro del testo, prima di arrivare al confronto che darà un senso all’enorme quantità di personaggi ordinari che affollano il primo terzo del romanzo. Non vi dico altro per non fare spoiler…

La storia, più che sull’evento inspiegabile, si concentra principalmente sulle emozioni, sulle debolezze emotive e sui dubbi etici e religiosi. A parte qualche critica, più o meno giusta alla nostra società, l’autore mette a confronto l’istinto umano il suo approccio all’improbabile. Scava tra luoghi comuni e vite ordinarie in cerca di una reazione credibile, estremizza sentimenti e ansie per dar vita a una moltitudine di “trame” che prese singolarmente non sarebbero interessanti.

In conclusione confermo il dubbio dei lettori. Non mi ha fatto impazzire, ma non mi è nemmeno dispiaciuto. La narrazione, per il mio gusto, avrebbe potuto essere più vibrante e il tono delle considerazioni generali sulla vita mi è sembrato un po’ troppo pontificato. Portarsi sulla spalle il titolo di vincitore del Premio Goncourt 2020 ha reso ancora più critica una domanda che sorge al termine della lettura: Se ci trovassimo davanti a un nostro doppio, ci piacerebbe quello che vediamo?

A presto.

Delos

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