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Recensione: “Il grande male” di D. B. .

TRAMA

Il capolavoro di uno dei maestri internazionali del graphic novel in edizione integrale. David B. racconta la storia dolente della sua adolescenza, dei tormenti della famiglia alle prese con il grande male, l’epilessia, come veniva chiamata un tempo, che colpisce il fratello Jean-Christophe. Romanzo fiume, struggente, visionario, profondo e originale.

RECENSIONE

Il Grande Male, edito da Coconino Press – Fandango, è un’opera profonda e fortemente metaforica. Pierre-François Beauchard, in arte David B, narra la storia della sua famiglia e dell’epilessia del fratello Jean-Cristophe.

Attraverso una narrazione che oscilla tra realismo e distorsione dimensionale, l’autore racconta la lotta contro l’epilessia. Un’impervia montagna, un serpente che dilania il corpo del bambino e che gli impedisce di sentirsi uguale agli altri. Una battaglia estenuante contro un mostro che non si può sconfiggere, che ogni giorno diventa più forte.

David B ci mostra una lotta combattuta da un’intera famiglia, da un padre duro, da una madre spezzata dal dolore e da una sorellina vittima silenziosa della tragedia. Tutti sono concentrati su Jean-Cristophe, sulle sue crisi. Bisogna evitare che si faccia del male, va protetto dagli sguardi dei curiosi e dai giudizi degli ignoranti, se le cure tradizionali non funzionano bisogna avventurarsi nel mondo dello spiritismo.

David, “Fafou” come lo chiamo i suoi è narratore bambino del dramma famigliare. Osserva la vita che lo circonda e non la comprende, ne è spaventato e cerca rifugio tra i suoi disegni. Esorcizza i demoni e da forma all’angoscia con tratti che acquistano spessore man mano che l’ansia prevale.

Il grande male

Da cavaliere in armatura, per proteggersi o per difendere il fratello, Fafou è il piccolo eroe dimenticato della storia.

L’autore da una grande prova di coraggio, espone platealmente la sua anima senza vergognarsi di confessare di aver sperato di vedere morire il fratello. La condanna dell’epilessia non colpisce solo il malato, ma anche tutti coloro che gli sono vicini. Ogni piccolo gesto, ogni crisi, è una ferita che non smetterà mai di sanguinare.

Il Grande Male è un’opera forte che scava nella solitudine in cerca di una salvezza che sembra impossibile. Trasmette una silenziosa angoscia, ti secca la bocca mentre tenti di dirti che è solo un fumetto. Poi ci ripensi, ti ricordi che è autobiografico e pensi alle persone che ami. Pensi che, forse, non dovresti lamentarti troppo della tua vita.

A presto ,

Delos

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