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Recensione:” Gears of War Saga” di Epic Games

Vi piacciono i film americani carichi di testosterone, ignoranza, battute sassy e un copione con più imprecazioni che frasi di senso compiuto?.
Sognate di sparare a mostri sempre più enormi con più muscoli che cervello con armi sempre più grosse?
Il vostro fetish più recondito é cavalcare una sorta di dinosauro con dei mitragliatori montani sul corpo?.

Bene! La saga di Gears of War, o Gears, è quello che fa al caso vostro. Tranne se vivete in Germania, lì il gioco non é stato proprio pubblicato per negazione di rating.

Esclusiva per Xbox e piattaforme Windows, è uno sparatutto in terza persona che narra le avventure del Sergente Marcus Felix, ex traditore fresco fresco di galera, e della sua allegra compagnia che compone la squadra Delta.

“Gears of War” prende luogo in un pianeta di nome Sera, abitato da umani superstiti di una civiltà un tempo gloriosa. Per un secolo, comunque, essi combatterono tra loro. Infine conobbero il silenzio della pace che ricoprì la terra. La situazione rimase così fino alla scoperta dell’Imulsion, un fluido fosforescente a bassa viscosità: esso fu scoperto da una trivella petrolifera, ma fu inutilizzabile fino a che la Dr. Helen Cooper creò il Processo Lightmass, che permise la produzione di energia a basso costo. Ben presto l’economia mondiale crollò a causa del bassissimo prezzo di questa nuova fonte di energia e a causa dell’eliminazione della necessità di idrocarburi e di energia nucleare. I pochi Paesi che avevano una sovrabbondanza di Imulsion sotto i loro piedi si ritrovarono presto in guerra contro nazioni che non erano così fortunate da disporne, ed in questo modo iniziarono le Pendulum Wars. Durante la guerra dei settantanove anni, la Coalition of Ordered Governments, o COG, divenne un partito politico minore legittimo. Il partito, fondato molto prima delle Pendulum Wars dal socialista fanatico Alexiy Desipich, era basato su un’oscura filosofia.

Le Pendulum Wars finirono in quello che viene oggi chiamato Giorno dell’Emersione. In meno di ventiquattr’ore, una feroce specie conosciuta come Locuste spuntò dalle viscere della terra e attaccò tutte le più grandi città su Sera. Quando le forze umane collaborarono per formare una difesa efficace, era ormai troppo tardi. L’Orda di Locuste aveva già preso il controllo della maggior parte dei centri urbani, militari e industriali del mondo. Persero la vita centinaia di milioni di persone, circa un quarto della popolazione di Sera. I COG presero la faccenda nelle loro mani e riapprovarono il Fortification Act, permettendo di utilizzare la legge marziale su tutti i sopravvissuti rimanenti dall’invasione iniziale. A tutti i superstiti fu ordinato di evacuare verso l’Altopiano di Jacinto, un rifugio sicuro che l’Orda di Locuste non poteva penetrare da sottoterra a causa dello spesso strato di granito presente. Ai sopravvissuti che non poterono raggiungere l’altopiano furono poste le seguenti scuse: “Per quei cittadini che non possono raggiungere Jacinto, la Coalizione apprezza il vostro sacrificio. Scusateci per favore, questo è il solo modo”. Furono impiegate armi laser, chimiche e orbitali a particelle seguendo la strategia della “terra bruciata” per negare all’Orda di Locuste la sopravvivenza in superficie, forzandoli a rimanere nei loro labirinti sotterranei. Questa guerra continuò per altri quattordici anni.

Intorno al decimo anno, Jacinto venne fortificata in una fortezza inespugnabile. Le sue città un tempo magnifiche, invidiate per la loro bellezza, furono presto convertite in piattaforme militari di difesa. Le fenditure naturali dell’altopiano e i sistemi di servizio furono distrutti o riempiti con gas nervino per ritardare l’inevitabile attacco dell’Orda delle Locuste. Coloro che non raggiunsero la Jacinto Valley, ma che sopravvissero, furono chiamati Arenati. Gli “Arenati” vivono in condizioni orribili e sono malnutriti, e devono difendersi da soli. Quando l’Orda di Locuste iniziò il suo attacco su Jacinto, Marcus Fenix abbandonò la sua postazione in risposta ad una chiamata di soccorso fatta da suo padre, un rinomato scienziato, all’Accademia della Barricata Est, ma arrivò troppo tardi per salvarlo. Al suo processo nella Casa dei Sovrani, Marcus fu incriminato per omissione di doveri d’ufficio, codardia e mancato rispetto degli ordini. Esentato dall’esecuzione a causa dei suoi turni di servizio esemplari durante le Pendulum Wars e grazie alla deposizione del suo amico Dominic Santiago, egli fu invece imprigionato. Anni più avanti, i COG si ritrovarono a corto di soldati da arruolare, così reclutarono uomini da fonti non tradizionali: gli infermi, i giovani e i condannati. Marcus Fenix fu graziato, e fu liberato dal suo amico Dominic Santiago. Poco dopo l’Orda di Locuste invase la sua prigione.

“Gears of War” è uno sparatutto in terza persona con visuale “sopra la spalla” e si concentra principalmente su tattiche basate sulla copertura e sui comandi dati ai compagni di squadra con armi limitate piuttosto che sulla forza bruta. Dunque non é solo un gioco “spara spara pew pew” ma richiede una certa dose di strategia dato che dovremo evitare di far morire i nostri compagni di merende, che potremo rialzare all’occorrenza quando saranno in fin di vita.
All’interno del gioco sono presenti un sacco di barricate in modo che il giocatore possa ripararsi per evitare i danni dei nemici e possa avere un controllo maggiore della situazione.

Abbiamo a disposizione un ampio assortimento di manovre di rotolamento e di copertura, azionabili con un singolo tasto. La possibilità di effettuare certe manovre è indicata dalle icone sensibili al contesto che appaiono nella parte bassa dello schermo. Il gioco include inoltre comandi per lo sprint, che aiuta ad attraversare velocemente un terreno non coperto e ci rende difficili da tenere sotto tiro, per il rotolamento, e l’abilità di saltare al di là di piccoli muri.

“Gears of War” non ha una grande scelta di armi, ma come si dice “pochi ma buoni”. Una delle armi degne di nota è l’arma da fuoco disegnata per questo gioco, il Lancer (un fucile d’assalto con una motosega come baionetta). Quest’arma fornisce al giocatore la capacità di tagliare i nemici a metà, uccidendoli in un solo colpo. Inutile dire che le combo si sprecano!

La grafica si fa amare, così come i personaggi e la telecamera ci regala delle chicche non da poco: quando effettuiamo la corsa da accovacciati, questa si abbassa e si muove come se qualcuno ci stesse riprendendo da dietro, stessa cosa per terremoti o scossoni vari.

Insomma, é una saga che ho apprezzato e vi consiglio se avete voglia di sparare a tizi che ci chiamano “Batti-terra” e sono così gentili da dirci anche quando ricaricano le armi!

A presto!

Code Zanna

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