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Recensione: “L’isola dei cani”.

L'Isola Dei Cani: Amazon.it: Scarlett Johansson, Greta Gerwig, Frances  McDormand, Edward Norton, Bryan Cranston, Tilda Swinton, Bill Murray,  Harvey Keitel, Scarlett Johansson, Greta Gerwig: Film e TV

TRAMA:

Nel futuro 2038, un’epidemia di “influenza canina” colpisce tutti i cani del Giappone. Pur di evitare il rischio di permettere alla pestilenza di mutare e attaccare anche gli umani, Kobayashi, l’autoritario sindaco della città di Megasaki, firma un decreto che bandisce tutti i cani, ponendoli in quarantena su un’isola di rifiuti, nonostante il professor Watanabe, capo del Partito della Scienza, insista di essere vicino a creare un antidoto. Il primo cane a essere pubblicamente trasferito sull’isola è Spots, appartenuto ad Atari Kobayashi, nipote adottivo orfano del sindaco. Sei mesi più tardi, Atari ruba un piccolo aeroplano per raggiungere l’Isola dei Cani nella speranza di ritrovare Spots

RECENSIONE:

L’isola dei cani” è un film del 2018 scritto e diretto da Wes Anderson (“I Tenenbaum”, “Moonrise Kingdom” e “Grand Budapest Hotel”) realizzato completamente in stop motion, passo uno. Una tecnica che prevede di utilizzare tutti fotogrammi differenti per ogni secondo d’animazione, ovvero ogni secondo di film è composto da 24/30 fotografie ognuna differente dalla precedente. Più le differenze tra le foto sono minime e più l’effetto di animazione risulta fluido.

L'Isola dei Cani | La recensione del film di Wes Anderson | Il Cineocchio

Il film ci trasporta in un futuro distopico in cui la tecnologia sembra essere regredita di un secolo. L’eterna guerra tra il clan dei sostenitori dei gatti e quello dei cani volge al termine, i cani perdono e l’epidemia di influenza canina spinge il sindaco di Megasaki a esiliarli su un’isola discarica. Lì, privati delle risorse alimentari e costretti a regredire alla vita selvaggia, i cani creano una società violenta in cui solo i più forti sopravvivono.

Attraverso la storia di amicizia di un bambino che vuole ritrovare il proprio cane, lo spettatore si trova a osservare una parodia del mondo. Una metafora critica di come viviamo e della costante lotta che il genere umano deve compiere per combattere la sua natura violenta e autodistruttiva. In una rivisitazione del rapporto con il mentore, che qui viene impersonato da un bambino, osserviamo la presa di coscienza dei protagonisti e il loro sforzo a essere migliori di come sono stati.

L'isola dei cani è il primo film distopico di Wes Anderson - Wired

“L’isola dei cani” è un film piacevole, possiede l’amara ironia della consapevolezza e riesce a uscire dai canoni moderni grazie alle scelte stilistiche del regista. Una volta che ci si è abituati allo stop motion tutto scorre con la giusta velocità, l’umanità dei cani emerge prepotentemente assieme alla doppiezza di alcuni personaggi. Ogni istante dura il doppio del normale, se si corresse si perderebbero tutti i dettagli che rendono unico questo lungometraggio.

Nonostante non sia un film semplice, la profondità della trama è evidente quanto il cast di stelle di Holliwood che ha deciso di prestare la voce ai personaggi. Edward Norton, Tilda Swinton, Bill Murray, Scarlett Johansson sono solo alcuni dei nomi che troverete nei credits a dimostrazione del valore che questa pellicola (o almeno della sua sceneggiatura).

So bene che non è il classico film d’animazione a cui ci siamo abituati negli ultimi anni; non fa ridere, non ci sono scene action da guardare in 3D e i dialoghi hanno importanti silenzi. Tutto è diverso da come ci è stato insegnato eppure, se guardato con la calma che serve, credo sia un’opera che vale la pena di essere vista.

A presto.

Delos

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