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Recensione: “I poteri forti” di G. Zucco.

I poteri forti - Giuseppe Zucco - Libro - NN Editore - | IBS

TRAMA:

Un marito si sveglia ogni notte di soprassalto sentendo l’orribile risata di sua moglie; un neoquarantenne e una donna in abito da sposa cercano il cornicione perfetto da cui lanciarsi nel vuoto; due adolescenti scoprono di essere felici insieme mentre intorno a loro le barche affondano e i corpi dei migranti riemergono dal mare. I cinque racconti-mondo che compongono questa raccolta rintracciano l’abisso sotto la superficie delle cose, che si sfalda come ghiaccio sottile e precipita gli esseri umani in una dimensione onirica e indecifrabile. Gli imprevisti diventano ferite, dolori a cui si sfugge solo rimanendo fedeli al proprio potere interiore e alla forza vorace dell’amore, che annulla i confini tra realtà e immaginazione generando un universo fantastico popolato da animali parlanti, quadri profetici, ragazze insaziabili che crescono a dismisura. I poteri forti restituisce la vita come una misteriosa avventura in cui niente conta più delle relazioni e delle passioni. Giuseppe Zucco ci accompagna in un percorso a ritroso nel tempo dalle tenebre alla luce, dalla vecchiaia alla giovinezza, alla speranza, alla gioia, approdando a un luogo dove i sentimenti sono l’unica risorsa per salvarsi ed esistere. Questo libro è per chi vede in un barattolo di zucchero la sua spiaggia privata, per chi si è lasciato sedurre dalla dolcezza ripugnante del Racconto dei racconti di Matteo Garrone, per chi pretende di assaggiare ogni gusto di gelato, e per chi, toccato dalla luce di un bacio, ha sentito il proprio corpo trasformarsi per sempre, evaporare nell’aria, solcare il cielo infuocato.

RECENSIONE:

I poteri forti è un percorso onirico, poetico e inquietante, che conduce il lettore alla scoperta dei grandi poteri, delle emozioni selvagge, che guidano le azioni degli esseri umani.

Attraverso un percorso a ritroso ci imbattiamo in cinque racconti, ci circa 30-40 pagine l’uno, che scavano in una realtà distorta, che sviscerano la profondità umana accarezzando una realtà poco tangibile. Ogni riferimento spazio temporale è vago e lo stile narrativo trasforma la narrazione in una sorta di sogno vigile.

In “Giuditta“, viene raccontato il desiderio di un uomo che ha sempre voluto tradire la moglie senza mai farlo. Un desiderio che lo ha logorato e che lo porterà a scoprire la paura.
La pietanza” è un atto di redenzione di un criminale, di un semplice delinquente che tenta di fare qualcosa di buono per una sconosciuta.
Quarant’anni“, a mio avviso il migliore dei racconti, affronta il tema del suicidio con una prospettiva quasi ottimistica. Un uomo si veste bene, esce da una villa e si reca in città alla ricerca del palazzo più bello da cui gettarsi. Non ha altri scopi se non quello di chiudere tutto in bellezza, finché non incontra una sposa che ha avuto la sua stessa idea.
Un ramo spaccato in due” ha un profondo simbolismo, racconta un “viaggio” attraverso i tatuaggi del protagonista.
I poteri forti“, ultimo racconto che da anche il titolo all’antologia, è il punto d’arrivo della trama. Ci mostra come l’amore tra due adolescenti possa sbocciare anche nella situazione peggiore e, inconsapevolmente dai due amanti, restarne contaminato.

Aprirono una volta gli occhi per capire se fosse tutto vero. Richiusero le palpebre sdraiandosi sulla spiaggia e continuando a baciarsi senza respirare.
Per questo non videro quanto capitò intorno. Il cielo s’illividì e poi si arrossò di colpo. E il vento si quietò, il mare si quietò, l’acqua divenne una pellicola tesa e trasparente. Delle teste emersero l’una dopo l’altra dal mare. A quelle teste seguirono spalle, toraci, gambe
.”

Morte e desiderio sono le due costanti di ogni storia, i due ingredienti che vengono proporzionati per raccontare un percorso che parte da una paralisi emotiva simile alla morte e arriva alla sublimazione della passione.

I poteri forti è un testo molto interessante, ho apprezzato l’idea e il modo in cui è stata sviluppata.

Purtroppo lo stile narrativo si è rivelato, per i miei gusti, leggermente troppo ardito. Quella che doveva essere una voce narrante quasi fiabesca, la classica voce fuori campo di qualcuno che sta raccontando una storia davanti a un fuoco, è scivolata in metafore e eccessi narrativi (magari non voluti) che mi sono sembrati fuori luogo nella narrazione.

Giuseppe Zucco sa scrivere bene, una volta entrati nella cifra stilistica dell’autore il 90% del testo ha una capacità narrativa unica. Le emozioni emergono quasi spontanee e rendono la lettura un piacere. Ovviamente deve piacervi questo genere di storie e il modo in cui vengono raccontate, se siete alla ricerca di un testo con dialoghi frizzanti e scene d’azione questo non è il libro per voi.

Se invece volete tuffarvi in un sogno, in un racconto che non vi dice qual è la metafora della storia per non rovinarvi il piacere di capirla, allora ve lo consiglio vivamente.

A presto.

Delos

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