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Recensione: “Cinque cerchi di separazione” di F. Greco.

Cinque cerchi di separazione. Storie di barriere di genere infrante nello  sport. Nuova ediz. - Federico Greco - Libro - PaginaUno - Saggistica | IBS

TRAMA:

Come nella politica, nell’arte, nel costume e in qualunque altro ambito, sono gli uomini ad aver scritto la storia; le donne restano in secondo piano, la loro è un’assenza rumorosa, quasi scontata. Prima escluse, poi fatte entrare dalla porta di servizio, poi pagate meno per fare le stesse cose, e ancora esigua minoranza nelle sedi in cui si prendono le decisioni, per entrare nel mondo dello sport le donne devono superare ogni genere di resistenze. L’autore mostra come la discriminazione sia un concetto storicamente determinato e veicoli una rilevante differenza d’approccio: “quando è principalmente la linea della classe sociale di appartenenza a determinare l’inclusività, quella del genere non risulta altrettanto escludente.” Lo sport si è mostrato classista (e razzista) prima che sessista.

RECENSIONE:

Per la natura dei temi trattati consiglio questo testo a tutti coloro che hanno voglio di imparare qualcosa.

Cinque cerchi di separazione” è un saggio, un excursus attraverso lo sport e le barriere di genere che lo hanno contraddistinto. Una storia fatta di pregiudizi, politica e classismo. Dietro alla meravigliosa ideologia di poter gareggiare tra pari, annullando almeno per un momento ogni divisione umana, si nascondono grandi battaglie per conquistare il diritto a non sentirsi discriminati.

Uomini e donne possono correre insieme, ma dove sono le donne?

Per quanto buona parte del libro sia concentrato sulle discriminazioni verso le donne, spesso parallele alle società e ai contesti storici in cui avvenivano, il punto centrale è focalizzato sulla gestione binaria o razziale delle scelte. Per quanto ovvio e “noto” a tutti, o quantomeno assimilato in maniera passiva, vengono riportati anche alcuni esempi di discriminazione maschile o razziale. Volete saperne qualcuno? Vi lascio un secondo per pensarci….

Ci siete arrivati la ginnastica ritmica, il nuoto sincronizzato… tutti sport in cui gli uomini sono esclusi e i pochi esempi di “invasione maschile” si sono estinti velocemente sotto la spinta del negazionismo collettivo. In pratica, nessuno li vuole. C’è chi solleva la bandiera dell’omosessualità, chi della mancanza di grazia e chi altre ideologie strane, ma alla fine il risultato è lo stesso.

Ovviamente questi casi sono pochi, la maggior parte delle discriminazioni erano rivolti verso le categorie più deboli, e in particolare le donne. Vi ho riportato questo esempio per cercare di mostrarvi l’accuratezza e l’oggettività che emerge dal saggio. Inizialmente temevo di avere tra le mani il classico testo che, seppur interessante, fosse figlio del piacionismo che molti usano per farsi pubblicità e invece mi sono trovato a leggere una storia dello sport senza pregiudizi.

Dalle pagine emerge chiaramente quanto la politica viaggi di pari passo con gli stereotipi, anche in ambiti in cui la competizione “fisica” tra uomo e donna perde di significato, come ad esempio le corse automobilistiche.

Già, perché a fronte di una scarsissima percentuale di pilote in pista,
ma anche di donne ingegnere, meccanico o team manager ai box, la
presenza delle grid girl, delle paddock girl o delle podium girl non è
mai mancata, almeno a partire dagli anni Settanta.

Cinque cerchi di separazione” è un saggio molto interessante, 180 pagine per raccontare decine di lotte per ottenere una parità che ancora non esiste. Decine di storie che narrano la nostra società attraverso lo sport.

Leggetelo, sicuramente ne uscirete più ricchi.

A presto

Delos

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