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Recensione :”Rebuild of Evangelion”.

Evangelion, l'ultimo film uscito nei cinema in Giappone

TRAMA:

Quando degli esseri misteriosi scendono sul pianeta Terra per distruggere l’intera umanità, un quattordicenne viene reclutato in una piccola squadra incaricata di combattere la minaccia.

RECENSIONE:

Parlare di Evangelion a chi non lo conosce è un po’ come cercare di spiegare il cucchiaio di Matrix.

Ideato Hideaki Anno e prorotta dallo studio Gainax la serie fa il suo esordio nel 1995 sconvolgendo le basi della animazione robotica e della fantascienza apocalittica.

La Terra è sotto assedio, dopo il Second Impact quasi ogni forma di vita è stata spazzata via dal pianeta. I mari sono diventati sterili e l’acqua ha il colore del sangue, gli animali si sono estinti e i pochi esseri umani rimasti vivono in habitat sotterranei per difendersi dall’assalto degli Angeli. Sì, Angeli, creature misteriose che si sono nutrite del frutto della vita e che hanno assunto forme oltre la nostra comprensione col solo scopo di annientare gli esseri umani.

Come unica difesa contro l’estinzione di massa si ergono gli EVA, enormi “robot” (non vi spiego il perché del virgolettato) antropomorfi guidati da ragazzini. Colossi di quindici metri alimentati da un cavo elettrico lungo un paio di chilometri.

Neon Genesis Evangelion: tutti a bordo di un Eva di 15 metri nell'ultima  attrazione a tema

“Vabbè, sai che novità! Ok, hanno mischiato un po’ di Apocalisse religiosa con la fantascienza, ma per il resto non mi sembra che ci sia nulla di nuovo.” Immagino sia questo quello che state pensando.

Quando “Neon Genesis Evangelion” debuttò il mondo degli anime e dei manga aveva un immaginario robotico legato principalmente ai robottoni e ai Gundam. Vere macchine, pilotate da eroi impavidi e votati al sacrificio. Gente come Haran Banjo, Tetsuya Tsurugi o Char Aznable, che sono diametralmente opposti agli spaventati, amebici e spesso piagnucolosi piloti degli EVA. In particolare Shinji Ikari, il protagonista della storia, sembra incapace di prendere una decisione o di fare la cosa giusta, si lascia trasportare dagli eventi fino a diventare una pedina nell’enorme gioco di estinzione in cui deve combattere.

E questo è un grande punto di partenza, una svolta drastica dell’immaginario. Per la prima volta i piloti non sembrano felici di uccidere e di lottare fino alla morte, sono persone che hanno paura e che vivono con terrore il compito che gli viene assegnato. Sono giovani soldati mandati a combattere una guerra che non capiscono e che li condanna a sentire ogni cosa che prova l’EVA che devono guidare. A differenza dei vecchi piloti di mecha loro non guidano macchine, sono inseriti in un collegamento neurale con l’EVA che li rende tutt’uno con il colosso.

E questa è solo la punta dell’enorme iceberg che compone il progetto “Evangelion“. Le battaglie, brutali e sanguinose, sono un piccolo pretesto per raccontare un piano secolare che fonde misticismo e intrighi politici, che ha spinto l’umanità verso l’estinzione in nome di una rinascita annunciata dalle misteriose Pergamene del Mar Morto.

Questo è il sunto mooooolto poco spoilerato della trama di “Evangelion“, e qui la domanda: Perchè fare un rebuilt (una riproposizione da zero) dell’opera tramite una tetralogia cinematografica se già esisteva una serie di 26 episodi, un manga di 14 volumi e 3 film? Semplicemente perché il creatore dell’opera non era ancora soddisfatto, sapeva di poter fare meglio, si poter dare di più senza i limiti del budget e delle imposizioni di trama a cui era dovuto sottostare.

L’opera innanzitutto visiva nota come “Evangelion” è stata realizzata assecondando desideri diversi.
[…]
Il desiderio di ricollegare l’animazione giapponese, in rovina, alle sue origini.
Il desiderio di abbattere il dilagare della chiusura d’animo.
[…]
Ho riflettuto sulla ragione di rivolgersi, oggi, ad un titolo del passato, di oltre 10 anni fa. Sento che Eva ormai è vecchio.
Ma negli ultimi 12 anni non ci sono stati anime più nuovi di Eva.

Hideaki Anno, 28 settembre 2006

La nuova tetralogia “Rebuild of Evangelion” è iniziata nel 2006 con il primo film e si è conclusa quest’anno. Quindici anni di lavoro per dare forma a un’idea.

Rebuild of Evangelion 1.0 – You are (not) alone

Rebuild

Introduce il mondo di “Evangelion“, il Second Impact e il misterioso piano per il Perfezionamento dell’Uomo.

Evangelion 2.0 – You can (not) advance

Rebuild

I personaggi e gli intrecci crescono di intensità, le sorti dell’umanità sono in bilico a causa del Third Impact.

Evangelion 3.0 – You can (not) redo

HD wallpaper: Evangelion, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, Asuka Langley  Sohryu | Wallpaper Flare

Sono passati 14 anni dal Near Third Impact e il sangue ha tinto ogni cosa.

Evangelion 3.0+1.0 – Thrice upon a time

Evangelion 3.0+1.01: Thrice Upon a Time, un finale liberatorio - Recensione  | Nerdevil

Il mondo è finito. Esiste una speranza per il futuro?

I quattro film sono disponibili su AMAZON PRIME e richiedono una buona dose di pazienza per essere visti, capiti e assimilati. Gli spunti che emergono da “Evangelion” sono molteplici, così come l’influenza che in quasi trent’anni dalla sua prima apparizione ha avuto sugli scrittori e sceneggiatori.

Evangelion” non fa del ritmo il suo punto di forza, punta tutto sulla costruzione dell’ambiente, sulle emozioni e sull’interazione (fin troppo giapponese) dei personaggi. Una cosa che ho sempre apprezzato in questa serie, e che spesso viene trascurata nelle recensioni, è la forza dei personaggi femminili. Sono loro che muovono la storia, che gli danno coerenza e che portano sulle spalle il peso di tutta la narrazione.

Delos

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