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Dietro l’angolo-Recensione: “La vasca del Führer” di S. Dandini.

Buongiorno bunkeriani!

Oggi ho il piacere di proporvi la recensione di uno romanzo veramente sorprendente! Si tratta de ” La vasca del Führer” scritto dalla bravissima presentatrice e opinionista, Serena Dandini. Un libro che è molto di più di una biografia, è un fantastico viaggio nella vita di una delle più controverse fotoreporter della storia, Lee Miller, nota ai più per la sua carriera di fotomodella. Ma cosa spinge una donna, bella e attraente ad abbandonare una vita ricca di privilegi per inseguire i suoi sogni e le sue ambizioni?

TRAMA:

Un’istantanea in bianco e nero coglie una donna dalla bellezza struggente immersa in una vasca da bagno del tutto ordinaria. Guardando bene, però, in basso ci sono degli anfibi sporchi di fango, e in un angolo, sulla sinistra, un piccolo quadro. Il viso nella cornice è quello di Adolf Hitler, il fango è quello di Dachau; lei, la donna, è Lee Miller: ha da poco scattato le prime immagini del campo di concentramento liberato, e ora si sta lavando nella vasca del Führer. Prendendo spunto da una fotografia che ha scoperto per caso, Serena Dandini si mette sulle tracce di Lee Miller Penrose, una delle personalità più straordinarie del Novecento. La cerca nei suoi luoghi, «dialoga» con lei, ripercorre la sua esistenza formidabile – che ha anticipato ogni conquista femminile – in un avvincente romanzo, una storia vera, tra i fasti e le tragedie del secolo scorso.

Modella, fotografa, reporter di guerra, viaggiatrice appassionata, Lee Miller è stata una donna libera ed emancipata in un tempo in cui esserlo era pressoché impossibile. Nel giro di pochi anni, dall’essere un’icona della moda, la più bella ragazza d’America, è passata a ispirare grandi artisti e a produrre arte lei stessa. Di lei, e delle sue labbra, si è innamorato follemente Man Ray; i suoi più cari amici erano Max Ernst, Jean Cocteau e Pablo Picasso, che l’ha dipinta. Ha seguito la guerra in Europa avanzando insieme all’esercito statunitense, ed è stata tra le prime reporter a entrare nei campi di concentramento. Con le sue parole, e attraverso l’obiettivo dell’inseparabile Rolleiflex, ha documentato sulle pagine di «Vogue» l’orrore del conflitto. Una vita, quella di Lee, sempre al centro della Storia, un’avventura umana che Serena Dandini riporta alla luce un pezzo alla volta, mettendosi in gioco di persona: con rispetto, con ammirazione, con amore. 

RECENSIONE:

Ho preso questo libro in mano incuriosita dalla copertina. Ho letto la trama e solo in seguito ho scoperto che il disegno rappresentato raffigurava un’interpretazione da parte dell’illustratore di una foto scattata a Elizabeth “Lee”Miller Penrose all’interno della vasca di Adolf Hitler. Affascinata da tutti questi dettagli ho deciso, quindi, di leggerlo.

Oggi siamo bombardati da una miriade di immagini.

Ci piovono addosso da ogni mezzo di comunicazione, siamo assuefatti a qualsiasi novità o stranezza che vorrebbe accalappiare la nostra pigra attenzione: provano ad attirarci con filtri, fotomontaggi e trucchetti vari, ma è sempre più difficile che qualcosa ci colpisca davvero o addirittura ci faccia pensare.

L’autrice, Serena Dandini, la conoscevo unicamente nella veste di presentatrice, soprattutto come front woman del programma “Pippo Kennedy show” e mi è sempre piaciuta tantissimo. Spigliata, frizzante, ironica e preparata. Una donna che sa unire l’essere divertente all’essere sapiente. La rima ci sta tutta.

Questo romanzo è stata una scoperta e una conferma. Con uno stile fluido e accattivante, la Dadini sa carpire completamente l’attenzione del lettore. Lo prende per mano e lo accompagna in questo viaggio straordinario. Protagonista assoluta è, appunto, Lee Miller, non una semplice donna, ma una vera e propria icona di un’epoca. Non è una semplice biografia, molto di più, perché il lettore attraversa insieme alla scrittrice settant’anni di storia. Un viaggio travolgente, stupefacente e insieme doloroso, nel quale il lettore empatizza con i protagonisti.

Non solo conosciamo Lee Miller ma anche gli artisti che la circondano e gli sfarzi di un’epoca. Per poi precipitare nel primo dopo guerra e nelle dettagliate descrizioni legate a esse. Un romanzo formativo, coinvolgente e strabiliante che mi ha incantato dalla prima all’ultima pagina e che mi ha reso partecipe di personaggi, storici e non di cui ignoravo l’esistenza. Grazie Serena!.

Valentina Meana

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