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Recensione: “Zetafobia 2-La città morta” di G. Ferrari.

Bentrovati amici e amiche del bunker!

Come avete trascorso questa sosta estiva? Noi di “Leggere distopico” anche se apparentemente congelati nelle nostre teche di cristallo, non abbiamo mai smesso di guardarci intorno e di leggere per voi!

Questa estate ci ha portato tantissime novità editoriali e collaborazioni. Ma andiamo con ordine, iniziando dalle novità, oggi ho il piacere di proporvi la mia recensione del secondo volume del romanzo “Zetafobia 2 – la città è morta”. A distanza di tre anni dal primo volume, appunto, “Zetafobia”, Gualtiero Ferrari ci stupisce con questo strabiliante seguito più scoppiettante del primo volume ( qui la recensione: http://www.leggeredistopico.com/2018/10/04/recensione-zetafobia-di-gualtiero-ferrari/)!.

TRAMA:

Con gli zombie si può convivere, sono gli altri sopravvissuti il vero pericolo.

Sono trascorsi sei anni dalla pandemia di H5N1v2, la mutazione del virus dell’aviaria che ha dato il via all’apocalisse zombie.

Domenico, suo figlio e la moglie Lucrezia, scampati per il rotto della cuffia a orde di non-morti famelici, sono riusciti a sopravvivere fino a oggi.

L’isolamento della famiglia è bruscamente interrotto da un’automobile che si schianta contro una cabina elettrica. All’interno una giovane donna in travaglio sta dando alla luce suo figlio. Appena il bimbo è nato la madre taglia tre pezzi di cordone ombelicale e chiede a Domenico di consegnarli al distretto militare di Torino. Ottenuto ciò che voleva la donna estrae una pistola, uccide il neonato e si spara.

Chi era la donna? Perché quel pezzo di materiale organico è così importante? E soprattutto Domenico e la sua famiglia sono pronti a rischiare tutto per portare a termine una missione di cui non sanno nulla, addentrandosi nel pericoloso territorio della città morta, Torino?.

RECENSIONE:

Il romanzo, neanche a dirlo, mi è piaciuto veramente molto!. I due volumi ritengo si equivalgano molto, infatti entrambi hanno suscitato la mia approvazione, con una leggera preferenza personale verso l’ultimo uscito. La trama, la potrete scoprire nella sua completezza pagina dopo pagina quando e, se, deciderete di leggerlo. Il timore di rivelare passaggi importanti mi conduce a non parlarne se non globalmente per no rovinarvi il piacere della lettura.

La narrazione riprende alcuni anni dopo rispetto a dove l’autore l’aveva lasciata. Ritroviamo, quindi, orde di zombie che invadono, sembra strategicamente, la città e le zone limitrofe di Torino, le forze armate che cercano di contrastarle senza successo e i nostri beniamini, Lucrezia, Domenico e Sebastiano. La novità di questo romanzo risiede proprio in una missione di vitale importanza che la famiglia di Domenico è chiamata a compiere, una missione che metterà a repentaglio la vita e l’ intera esistenza dei suoi membri.

Mi asciugai il sudore dalla faccia prima di continuare.

– Fuori, nelle strade e nei corsi, beh… che dire. Ci sono decine di migliaia di non- morti. Sembra un maledetto concerto rock, una Woodstock per cadaveri.

Da ciò potete evincere che, i colpi di scena si susseguono davanti al lettore a un ritmo serratissimo. Quando si pensa di aver finalmente raggiunto un’ipotetica confort zone, in ben che non si dica tutto viene sconvolto e sovvertito. Lo stile dell’autore, fluido e accattivante consentono una lettura veloce. Impossibile resistere alla tentazione di non conoscere il seguito delle vicende. Il ritmo è incalzante, i personaggi sono ben delineati sia a livello descrittivo che caratteriale. Lucrezia e Sebastiano mi hanno fatto sorridere più di una volta e in più di un’occasione ho tifato per Domenico che nella sua goffaggine ritengo geniale e risolutivo. Altrettanto precise sono le descrizioni situazionali e ambientali. Personalmente ho apprezzato tantissimo la minuzia, quasi maniacale, relativa all’ organizzazione urbanistica della città di Torino.

Beh…Fidarsi è bene, ma lanciare un sasso e vedere quanti zombie arrivano sbavando è meglio.

Molto interessante anche la parte descrittivo- funzionale degli archi di cui, sin da bambina, sono appassionata. Un’arma, che, nonostante l’orda zombesca, può salvare in più di un’ occasione. Altro spunto interessante, l’autore ce lo da con l’approfondimento sulla natura- funzionale degli zombie, sulla loro creazione e modus operandi suscitando nel lettore tantissime riflessioni. Bella anche la sezione descrittiva sulle strategie militari e relativi strumenti operativi. L’autore fa intendere un notevole lavoro di ricerca alla base del libro. Insomma una lettura entusiasmante e appassionante, anche per chi, magari, è scettico verso certi tipi di storie!.

Valentina Meana

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