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Recensione:” Neanche gli Dei” di I. Asimov.


Neanche gli Dèi “opportunamente ripubblicato ora nella collana Urania di Mondadori appartiene alla fase più matura dell’opera di Isaac Asimov. La prima edizione uscì nel 1972, dopo i grandi cicli della Fondazione e dei Robot. E mentre in tutte le opere precedenti Asimov aveva scritto sostanzialmente l’apologia della scienza moderna, proiettandola in un futuro tutto sommato positivo anche se non privo di problemi, con questo romanzo mostra invece come la scienza rischi di essere travolta dagli interessi politici e di potere, dai particolarismi che mettono in secondo piano i rischi anche mortali a cui può dare luogo.

TRAMA:


Tutto infatti nasce da una incredibile scoperta: un materiale conosciuto il tungsteno improvvisamente si trasforma in un materiale sconosciuto e scientificamente impossibile, il plutonio 156. Il processo di trasformazione dà origine a una grande quantità di energia. Ciò accade, si scoprirà, perché ci sono dei punti di contatto con un universo parallelo, nel quale si realizza il processo inverso. Entrambi gli universi ricavano da questa trasformazione una formidabile fonte di energia pulita e gratuita.


Tuttavia, uno dei personaggi scopre che il processo contiene in sé un rischio spaventoso, che potrebbe alla fine portare alla distruzione totale dell’universo. Ma gli interessi di politici e degli scienziati che hanno ottenuto fama e prestigio dalla scoperta, fa sì che il pericolo venga accantonato.


Il romanzo è composto da tre parti perfettamente distinte fra loro. La prima più tradizionale, ambientata nel nostro mondo, la seconda ambientata nell’altro universo, l’universo parallelo, e la terza collocata in un ambiente lunare abitato dall’uomo.


Ed è la seconda parte il punto di forza del romanzo. Asimov infatti riesce a descrivere un ambiente diverso da quello umano, senza inutili scimmiottamenti, e senza ingenui travestimenti. L’altro universo è fatto di esseri viventi privi di un vero e proprio corpo, privi di una vera e propria individualità, la loro singolarità è ternaria, fatta cioè dell’incontro di tre entità differenti, e la loro società è fatta di esseri che si trasformano.

Anche qui tuttavia la scoperta del meccanismo che produce energia è usata senza scrupoli sapendo perfettamente del rischio che fa correre all’altro universo. Ma ognuno pensa al proprio destino non a quello degli altri.
La descrizione degli accoppiamenti e delle metamorfosi di questi esseri, è senz’altro il punto più straordinariamente creativo del romanzo.
La terza parte è ambientata come si diceva in un ambiente lunare abitato stabilmente da umani che ormai si sono trasformati per via delle differenti condizioni. Anche qui si discute della scoperta e qualcuno vorrebbe usarla addirittura per liberarsi del gioco della terra e proiettare la luna in un altro spazio.

RECENSIONE:


Il libro alla fine risulta avvincente e imprevedibile come sempre accade in Asimov anche se rispetto ai suoi lavori precedenti qui è più netta la consapevolezza che lo scienziato può nutrire rispetto alle conseguenze delle proprie scoperte. Il futuro non è solo la realizzazione dei nostri sogni tecnologici ma è l’apparizione di problemi oggi impensabili che prima o poi potrebbero metterci in ginocchio. E in fondo è quello che già capita oggi. Allora comprendiamo bene il senso del titolo, che nella sua forma completa replica una formula di Schiller, e appare tragicamente attuale: Neanche gli dèi possono nulla contro la stupidità umana.


STEFANO ZAMPIERI

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