recensione energy island

Recensione: “Energy island” di Marco Ischia

TRAMA

 Quando le risorse della Terra sono sfruttate senza alcun ritegno, la fame di energia diventa un malessere inguaribile. Tutti cercano nuove risorse tentando di saziare la propria fame che sembra crescere in maniera patologica, ma come spesso accade, chi è in grado di soddisfare le richieste è in grado di governare le masse. Chi sarà in grado di governare l’energia, governerà il mondo. Lo scopriranno a loro spese Enea e Stefano, approdati per una vacanza sull’innovativa Energy Island. Un resort avveniristico, progettato secondo i canoni dell’ecosostenibilità e dell’autosufficienza, ma un luogo come questo nasconde più di un segreto.

RECENSIONE

Marco Ischia creatore di un interessante blog, C-side Writer che cerca di indagare sull’altro lato della scrittura, ci propone qui in questo bel racconto della collana Dystopica di Delos Digital un mondo collocato in un futuro prossimo nel quale l’Unione Europea non esiste più e tutti i paesi sono coinvolti in una generale e drammatica crisi energetica.


Il problema energetico, d’altra parte, rappresenta sicuramente una delle grandi sfide del prossimo futuro. Marco Ischia prova a metterlo a tema in questo racconto nel quale Enea e Stefano, fissato ecologista, alloggiano in quello che un tempo era un carcere e ora è un lussuoso resort. Un luogo perfetto, sostenibile, autosufficiente, un modello di realizzazione secondo tutti i criteri di massima efficienza e rispetto per l’ambiente. Ma dietro l’apparenza del Bene spesso si nasconde il Male. E allora la vicenda parte come una simpatica vacanza all’Isola di Santo Stefano per tradursi poi in una sorta di giallo nel quale scompare, per poi riapparire, lo scienziato inventore di un apparecchio straordinario: una specie di amplificatore di corrente, in grado di moltiplicare anche piccole quantità di energia trasformandole in un flusso robusto di corrente elettrica. Ovviamente un simile apparecchio fa gola a molti. Anche perché l’apparecchio in questione è comandabile da remoto, chi ne possiede le chiavi può controllare di fatto tutta l’energia del pianeta come si trattasse di accendere o spegnere un interruttore. E il centro di questo interesse è proprio lì, nell’Isola di Santo Stefano, Energy Island.
I protagonisti hanno un sussulto finale di resistenza. Ma lasciamo al lettore il gusto di scoprire questa svolta conclusiva.


Ischia, che ha al suo attivo già numerose pubblicazioni, mette in mostra un linguaggio pulito e scorrevole, si percepisce la confidenza con la narrativa gialla che in questo caso ben si sposa con l’aura distopica della narrazione. Nella breve misura di un racconto non è sempre facile mettere a tema questioni di tale portata, ma qui Ischia è bravo nel condurre il lettore attraverso una storia che alla fine lascia in bocca il sapoere amaro di una questione irrisolta, di un problema con il quale non ci stiamo confrontando realmente nel modo giusto. Ci impone di pensare, e questo a mio modo di vedere è sempre l’obiettivo più alto per una narrazione.

“Una volta diffusi i moltiplicatori, gli stati chiuderanno tutte quelle centrali che non serviranno più (…) quando il mondo finalmente produrrà un decimo dell’energia di cui ha bisogno, Energy Island avrà in mano le sorti del mondo.”

STEFANO ZAMPIERI

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